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Il Roya di tutte le vergogne

Domenica 6 aprile 2008

 

 

Ieri ho contattato il Presidente dell’Associazione dei Pescatori della Val Roya , Sig. Biancheri Claudio.
Ci siamo inconrtati sul greto del Roya dove stava approntando gli ultimi dettagli in vista della gara di pesca di oggi.
Mi ha spiegato un po’ di cose.
Non è vero che l’Associazione di Pescatori abbia preso dai Fratelli Carminati un assegno per tacitarli.
I due pescatori che mi hanno detto questa cosa , sono in rotta con l’Associazione e mi hanno usato per diffamarla.
Il silenzio stampa delle ultime settimane dei Pescatori ha una origina diversa.
Anche Loro hanno fatto una denuncia , circa un mese fà, alla Procura ed alla Provincia.
Erano convinti che fatta la denuncia di questo disastro ambientale, si sarebbe provveduto a bloccare i lavori ed a quantificarne i danni.
Ottimisti anche Loro !
Il Presidente Biancheri è furioso , parla di cio’ e gli monta il sangue alla testa.
Non riesce più a parlare d’altro.
Ne parla tanto alzandone il tiro ogni volta , un fiume in piena che travolge chi gli stà di fronte.
Finendo per essere evitato, non credibile, eliminandosi da solo.
Mi rivedo in Lui. Mi rendo conto che dobbiami entrambi cercare di contenere la rabbia che cresce dal nostro dolore..
Altrimenti gli assassini del Roia avranno vita facile a marginalizzarci, a farci classificare come « non credibili ». Una lotta nella lotta ».
Avevo le pile quasi a terra.
Poi ho incontrato il Presidente Biancheri. Parla la mia stessa lingua, e furioso con una Provincia che pur essendo a 40 chilometri, è indifferente al degrado del nostro fiume, ed all’ambiente di Bevera in particolare.
Per la Provincia siamo un territotorio marginale, quasi francese.
La macchia nera dell’area debole.
Un posto che comunque, per la sua marginalità rispetto ad Imperia, si puo’ violare impunemente, non riuscirà comunque a dar noia ai Velisti d’Epoca nel loro andare.

Il Presidente dei Pescatori mi invita a vedere la discarica selvaggia che è in corso nel nostro fiume.
Nel giro di cento metri durante i quali sfoga con mè la rabbia per lo scandalo in corso ed il colpevole immobilismo delle Istituzioni( per una volta, i ruoli si invertono ed io ascolto), mi fà vedere ogni sorta di rifiuto.
Mi dice che regolarmente si provvede a scavare la ghiaia del fiume, facendo degli enormi buchi e si provvede a riempire con rifiuti di ogni sorta.
Mi dice che in due settimane è stata scavata e riempita un’area notevole.
Se devo dire il vero, mi era già stata segnalata questa vergogna.

Visto che da settimane sto’ trascurando il mio lavoro nell’interesse comune ed ho già ricevuto degli avvertimenti a cessarere il mio impegno, non avevo voluto aprire un’altro fronte.

Di sicuro, quando mi bruceranno il furgone od il camion, o mi uccideranno le api, i cittadini per i quali mi sto’ battendo mi volteranno le spalle , ci faranno sopra una battuta sarcastica.
Una parte della gente mi deride, mi dice che l’unico modello di vita possibile in Italia e quello del saccheggio delle risorse, che non si puo’ cambiare.
Un’altra parte mi trasmette la sua stima ma ha paura ad aiutarmi.
Ieri una serie di persone che era con mè alla riunione in Comune sulle biomasse , mi ha detto chiaramente che non posso contare su di loro per testimoniare in Tribunale.

Che hanno dei figli e che sanno che le persone contro le quali mi sono messo hanno la memoria lunga e gli agganci per fartela pagare in mille modi.
A mia precisa domanda , mi hanno risposto che non verranno neppure a testimoniare sul contenuto della relazione del Prof . Valerio sulle emissioni cancerogene.
Mi hanno detto che, visto che c’erano altre duecento persone devo andare a cercare qualcun’ altro.
Quando io parlo di mafiosità mi dicono che dovrei moderare i termini.
Mi stanno sparendo le prove ed i testimoni da sotto il naso, cosa devo fare, scapparei in Nicaragua o battermi fino ad esaurirmi?
Scelgo la seconda ipotesi.
Potrei diventare Cittadino Francese, ho le carte in regola per farlo, a volte sono tentato, ma non si sembra giusto.
Se l’Italia affonda ci saro’ anch’io, meglio pero’, cercare di radrizzare la rotta in tempo.
.Comunque sulle centrali a biomasse scivero’ un articolo dettagliato nei prossimi giorni , citando le fonti.

Ognuno giudicherà attraverso la propria intelliganza.
I giornalisti mi sgridano perchè sono logorroico anche nello scrivere, mi dicono di stringere di stringere.Ed hanno ragione!

Tornando al fiume Roya.
Ma è possibile che la Forestale, la Polizia, i Carabinieri, le Guardie Provinciali, la Finanza, non si accorgano di nulla?
a non vi sembra di essere a Caserta ?
Di sicuro, al primo scavo che faro’ in un mio terreno, accorreranno in massa.
Chiaramente, presi uno per uno ti diranno che hanno tante cose di cui occuparsi.
Tipo far finta di fare la guardia ad una bombola del gas che sembrava una bomba !!!!

Il pesce d’Aprile del Millennio, siamo comunque ad Airole, terra di Santi , di miracoli e di gente devota ! !
Ma occuparsi del fiume Roya, della sua salute, non è una priorità improrogabile ?
Non è forse lo stesso fiume Roya che dà l’acqua da bere a tutta la Provincia di Imperia.
Che razza di popolo è quello che si avvelena le fonti nell’indifferenza generale ?
Che razza di futuro ha davanti questo popolo che distrugge la condizione delle condizioni alla propria esistenza, alla propria salute.
I Pescatori del Roya non sono una realtà economica rilevante, ma sono le sentinelle del territorio, come gli apicoltori.
I primi che avvertono il malessere del territorio.
Hanno una sensibilità che i più hanno perso.
Andrebbero rispettati, messi in valore e non derisi.
Quando non ci sono piu’ le condizioni in un fiume per una armoniosa vita dei pesci, l’uomo ne è responsabile e, state tranquilli che pagherà ancora l’uomo.
La natura ricorda e silenziosa subisce, presentandoci un giorno un conto salato.
Mi fanno compassione quelli che mi deridono dicendo che loro se ne fregano del Roya,e che bevono l’acqua minerale.

L’ acqua minerale percorre un cammino prima di sgorgare. Durante questo cammino raccoglie tutti gli inquinanti che la natura già possiede di suo ( nitrati, nitriti, solfati, solfiti, metalli ecc. ecc.),piu’ quelli che l’uomo, con il suo modello di sviluppo e consumo predatorio produce.
Ognuno di noi butta degli inquinanti piu’ o meno consapevolmente nell’ambiente che lo circonda, convinto che quell’acqua non la berrà di certo ?!?!
Imbottigliata l’acqua , percorrre su e giu’ l’Italia, prima di giungere a noi ha consumato energie fossili ed ha inquinato enormemente.
Produrre e smaltire una bottiglia di plastica, comunque inquina parecchio, anche reciclando.
Vi prego di dedicare un po’ del vostro tempo a vedere la puntata di Report qui’ sotto indicata, e’ presente nella videoteca di www.alzalatesta.net

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E66630,00.html

Guardatela, riguardatela, mandatela agli amici, parlatene, e il solo futuro possibile.

L’acqua minerale e un business in mano in gran parte alle ecomafie, le stesse a cui la Casta a regalato la truffa delle centrali a biomasse.
E’ piu’ giusto ambientalmente ed economicamente conveniente difendere il nostro Roya che nascondersi dietro una bottiglia di acqua minerale e l’inquinamento che aimè si porta dentro.
Il fiume Roya , già hai tempi dei romani era considerato un fiume atipico, rapido dalla sorgente alla foce.
Noi abbiamo la fortuna di avere una risorsa idrica eccezzionale.
Dobbiamo difenderla a tutti i costi !
Se facciamo uno sforzo minimo costante, avremo dell’acqua da bere ai rubinetti decisamente migliore di quella in bottiglia.
Non avalliamo il saccheggio del nostro fiume!

La A.M.A..I.E. di Sanremo non protegge la potabilità dell’acqua che distribuisce !
Questa è una cosa gravissima !
D’altronde si tratta dell’ennesimo carrozzone partitico , piu’ attento a quello che c’è nella cassa che alla salute dei propri utenti.
Vergogna anche a loro.

Nei prossimi giorni daro’ vita ad una Associazione che si occuperà solo della qualità dell’acqua del Roya, che sarà strumento continuo di pressione affinchè il degrado si arresti e si provveda a bonificare i siti inquinati 

Sito ufficiale dell’iniziativa : www.royadabere.it

Leggete cosa dice la relazione della Provincia delle condizioni in cui versa il Fiume Bevera ed il Roia, dalla loro unione fino al mare.Non porta una data ma è successiva al 2000.

Tenete conto che già allora si parla di gravissimo danno ambientale e del disalveamento a cui è stato soggetto il fiume a causa di notevoli asporti di ghiaia.
Questo avveniva ed avviene tutt’oggi in un S.I.C. (sito di interesse comunitario protetto ai fini naturalistici ed etologici)

http://www.provincia.imperia.it/Portals/_provincia/Documents/BACINO%20DEL%20ROJA.doc

 


Questi i passi piu’ interessanti:

BACINO DEL ROJA

 

1)il bacino del Roja e quello del Tanaro si distinguono, nel reticolo idrografico imperiese, per le loro caratteristiche di tipo alpino, in particolare per la portata idrica più importante e costante rispetto agli altri corsi d’acqua del territorio provinciale. L’acqua del Roja costituisce la più rilevante riserva dell’intero territorio provinciale.

2) proseguendo attraversa l’abitato di Trucco, a valle del quale riceve in sponda destra il suo principale affluente, il Bevera. Dopo la confluenza col Bevera il Roja divaga in un ampio materasso alluvionale, sede di una falda freatica notevole

3)A valle dell’abitato di Bevera s’immette in Roja, ad una quota di m 25 s.l.m..

4)Diversamente dagli altri corsi d’acqua imperiesi del versante tirrenico il Roja non presenta dunque massimi assoluti di portata autunnali, derivanti dalle piogge, ma primaverili, da scioglimento nivale


5)Sul bacino del Roja insistono importanti pSIC:

  • il SIC 1315717 (M. Grammondo – Torrente Bevera);

  • il SIC 13 15720 (Fiume Roja);

un terzo SIC (1315714 M. Abellio)


6)b) Nella stazione di Ventimiglia non è stata più rilevata la presenza della popolazione di cagnetta (Salaria fluviatilis): al contrario di quella del temolo la scomparsa di questo piccolo Blennide, di nessuna importanza alieutica, può non interessare i pescatori ma ha un significato ecologico molto negativo. La popolazione del basso Roja era infatti l’ultima della Liguria, dopo l’estinzione di quella del basso Entella (Carta Ittica di Genova, 1994). Dopo l’estinzione dello spinarello (Gasterosteus aculeatus), piccolo pesce vivente un tempo nelle acque stagnanti delle zone d’esondazione, di grande interesse etologico per le cure parentali esercitate, scomparso già da qualche decennio (era segnalato da Arbocco ancora nel 1966 ma nel 94 non era più presente da tempo), l’estinzione della Cagnetta coincide con il definitivo sconvolgimento dell’habitat naturale del basso Roja. Infatti negli ultimi anni interventi di disalveo imponenti e naturalisticamente devastanti hanno completamente alterato alveo e sponde del fiume nella piana di Ventimiglia, trasformandoli in una distesa compatta e uniforme di ciottoli e ghiaia, percorsa da un flusso laminare d’acqua ad elevata corrente, senza zone di riparo, inadatta ad ospitare specie ittiche stanziali, come le due scomparse. Da sottolineare che questi interventi tanto impattanti, eseguiti senza alcune considerazione della necessità di tutelare l’ecosistema fluviale e che hanno sicuramente provocato l’estinzione della Cagnetta e contribuito a quella del Temolo, ricadono nel pSIC 1315720 (Fiume Roja).

7)Nel 1994 in questa stazione si erano osservate, in condizioni di pesca consentita, una popolazione troticola strutturata e una presenza abbondante di Anguilla.Il campionamento del 2002, vigente un divieto di pesca, ha denunciato la scomparsa dell’una e dell’altra.

Ogni commento è superfluo, fanno tutto loro, ed il loro spregio per l’ambiente e la salute dei cittadini.

A molto presto Marco Ballestra