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Oggi 26 Marzo 2008 sono stato contattato telefonicamente dall’Ing.Sirito che è il Direttore dei lavori di ripascimento delle spiagge per le quali la Provincia ha autorizzato il prelievo di ghiaia nell’alveo del Roya.
Egli aveva visto l’articolo apparso su Sanremonews che parlava delle mie denunce e ne voleva sapere di piu’.
Allora gli ho dato le coordinate ed è andato a leggersi tutti i contenuti che riguardano la vicenda su www.alzalatesta.net
Nel pomeriggio ci siamo risentiti ed in quaranta minuti di conversazione ci siamo detti molte cose.
Ho saputo che contrariamente a cio’ che mi avevano detto , la ghiaia non va a finire ad Ospedaletti ma bensi’ a Ventimiglia, Vallecrosia e Bordighera.
Il Suo ruolo consiste nel quantificare il meteriale che giunge alle spiagge quantificando cosi’il relativo compenso alle azienda titolare dell’appalto.
Egli mi ha detto di non avere alcuna possibilità di controllare il percorso dei camion in partenza dal cantiere nel Roya.
Per quanto riguarda la quantificazione del materiale prelevato dal fiume, mi dice che si’ che ha provveduto ad effettuare i rilievi relativi allo stato dell’alveo prima del cantiere con tanto di sezioni. Ma mi precisa che durante la movimentazione il materiale aumenta il volume e che il verificare oggi la differenza tra il materiale tolto dal Roya e quello arrivato alle spiagge è impresa ardua.
Due considerazioni :Dopo tremila anni di opere pubbliche penso che l’aumento di volume di un materiale smosso sia quantificabile con buona approssimazione ,penso che a riguardo ci siano degli studi consolidati con tanto di tabelle.
Che il materiale di fiume , a differenza di quello terroso non cambi poi di tanto.
Egli , come il Maresciallo della Finanza mi rimprovera di non aver filmato i camion che sbagliavano strada con tanto di testimoni, appunti sugli orari e numeri di targhe !
Ma io di lavoro sono un apicoltore, mica il Tenente Colombo !
Gli chiedo se Lui dispone di un elenco completo dei camion che hanno partecipato al cantiere e mi risponde di si’.
A questo punto gli ripeto che, se non perdono il tempo utile, dai dischi del cronotachigrafo di cui sono dotati i camion, dati in mano ad uno brillante della Polizia Stradale ,( e ce ne sono) sapranno esattamente quanti viaggi sono stati deviati verso la Cava dei Fratelli Carminati.
Gli ripeto che basta che l’autorità giudiziaria vada a fare i prelievi del materiale da chi vende materiale edile che avranno anche le prove del destino che ha seguito la ghiaia rubata.
Se poi, c’è la volontà di dare all’azienda il tempo di far sparire le prove allora che me lo dicano ed io tornero’ alle mie api.
Pero’ attenti, da domani, tutti quelli che avranno bisogno di un po’ di ghiaia saranno autorizzati ad andare nel fiume a prendersela.
Ho detto all’Ingegnere che ho l’intenzione di ingiungere all’Ingegnere Viani di fermare i lavori di prelievo e di riverificare se ci siano le condizione per andare oltre.
Penso infatti che l’Ingegnere Viani , Dirigente alla Provincia del Settore Ambiente sia stato ingannato o quatomeno tenuto all’osciro di fatti gravi che riguardano l’alveo del Roya.
A questo punto l’Ingegnere Sirito ha iniziato a sudare per telefono e mi ha parlato di danni enormi e di finanziamenti, eventualmente perduti.
Pensiero di Marco Ballestra :
NON MI INTERESSA NULLA !
I danni li pagano i Carminati che non dovevano sentirsi talmente impunibili da fottersi la ghiaia !
Hanno tanti soldi da comprarsi la Provincia con gli omini che ci stanno dentro !
Voglio vedere l’Ingegner Viani se si prende la responsabilità che ne deriva dal continuare l’opera.
Non si puo’ , per compiacere tre Sindaci e l’Ingegner Sirito creare i presupposti perchè il muro del Parco Ferroviario e le opere di arginatura a monte , fatte sempre dagli Amici del buco ed i loro compagni di merende, partano alla prima piena seria del Roya.
Se è vero che l’Italia, e la Provincia di Imperia attraversano un periodo di grande ristrettezze finanziarie, non si puo’ continuare al gioco al massacro con i soldi che Pantalone non ha piu’.
Fatele Voi, Signori Sirito, Sindaci vari, Ing.Viani le fidejussioni bancarie a garanzia delle opere che ho citato e che in futuro a mio avviso , rischiano grosso.
Metteteci il vostro stipendio, le future pensioni, i beni delle vostre famiglie a garanzia di questo prelievo selvaggio di ghiaia nel Mio Fiume.
Noi piccoli imprenditori facciamo cosi’, rischiamo del nostro e paghiamo di tasca nostra .
E spesso nel cercar di produrre ricchezza ci dobbiamo confrontare con i Vostri Uffici , senza trovare quella compiacente collaborazione che questi spregiudicati industriali trovano.
I risultati scandalosi di questo modus operandi che stà devastando l’Italia, sono li’ a gridare vendetta ad ogni telegiornale.
E’ ora di finirla con questa gestione predatoria.
Il territorio non vi appartiene, siete solo pagati per difenderlo e gestirlo nel bene comune.
A molto presto Marco Ballestra
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