10 marzo 2010
Ventimiglia-Rosarno e ritorno.
Pietro Raboni, Segretario del circolo di R.C. "Vitto'" a riguardo dello schifoso episodio dell'aggressione dei cittadini turchi di etnia curda
Di fronte ad
episodi incresciosi come quello accaduto di recente a Ventimiglia (il pestaggio
gratuito di quattro cittadini curdi, da anni abitanti nella zona) ci si deve
indubbiamente indignare ma non si può onestamente provare stupore.
Quando,nell'ormai lontano 1994, la giunta di
centrosinistra guidata da Berlengiero, inserì nel proprio programma, tra i
punti centrali, una vera e propria "offensiva culturale" (che si tradusse, poi,
nell'organizzazione di eventi, come Mediterraneo o il Festival Teatrale, di
risonanza nazionale) non lo fece, come sostenne l'allora opposizione di
centrodestra, Scullino in testa, per sperperare inutilmente il denaro pubblico
ma nel tentativo, cosciente, di iniziare un'inversione di tendenza virtuosa che
elevasse il livello culturale della città. Ricordo personalmente l'ora sindaco
Scullino quando, all'opposizione, gongolava con fare giullaresco storpiando
inomi degli artisti stranieri; o
quando si compiaceva del fatto che alcuni cittadini avessero deciso di
manifestare il proprio dissenso nei confronti di alcune statue installate ai
giardini pubblici semplicemente abbattendole; o quando irrideva l'opera di
Giuliano Mauri, installata sul greto del Roja e simboleggiante la ricchezza e
la preziosità del nostro fiume, definendola, con grande acume, "gabbia per
papere".
Allora non si
poteva sapere che....
sedici anni dopo, a Ventimiglia alta, un branco di italici
avrebbe infieritocon bastoni e
spranghe su quattro cittadini curdi rei di aver utilizzato senza permesso il
campetto da calcio di zona. Allora non lo si sapeva ma, forse, lo si intuiva,
perché,in fondo, la parte più nobile
della politica è proprio quella di intuire i bisogni, di prevedere e prevenire
i problemi, non quella di cavalcarli populisticamente, quando si stanno ormai
manifestando.
Durante l'ultimo
quindicennio, con la staffetta Valfrè - Scullino, quell'emergenza è stata
rimossa: è scomparso l'assessorato alla cultura, si è dato al nuovo teatro un
indirizzo cinematografico e strapaesano, non si è più utilizzato il centro
culturale della città alta,sono
scomparse le iniziative culturali. Crescere culturalmente significa mettersi in
gioco, aprirsi; Ventimiglia, nell'ultimo quindicennio, ha deciso di chiudersi.
Così l'allarmante dossier che il Professor Carrer ha presentato
all'amministrazione, in cui si denunciava l'alto rischio di controllo mafioso
della zona, è stato chiuso in un cassetto e si è deciso di non parlarne per non
compromettere il buon nome della città.
Certo, a differenza
dell'impalpabile Valfrè, il sindaco Scullinoè uomo operoso, quasi ubiquo, e sta lustrando senza sosta marciapiedi e
aiuole, facciate e tombini; ma il rischio è, lo abbiamo visto in questi giorni,
in questa esplosione (apparentemente gratuita ma, come si sta dicendo, in
realtà conseguenza di precise scelte politiche) di violenza xenofoba e
razzista, che dietro facciate rifatte e lampioncini liberty si nasconda una
città sempre più tristemente ripiegata su se stessa, sempre più grettamente
chiusa. Una chiusura che registriamo, una volta di più, nelle dichiarazioni e
nei silenzi di questi giorni: dall'atteggiamento ambiguo e paternalistico del
Sindaco, che ha espresso solidarietà sia alle famiglie degli aggressoriche alle vittime ( come dire: è una
ragazzata, beviamoci sopra) alla proposta, per lo meno affrettata, di una
partitella a calcetto (nello stesso campetto teatro del pestaggio!), ai silenzi
dei consiglieri comunali,alla fitta
omertà con cui si stanno scontrando gli inquirenti. Si sta cercando,ancora una volta,
come la cattiva massaia, di nascondere la polvere sotto il tappeto, di non
riconoscere la gravità dell'accaduto, di non chiamare per nome quella che è
stata una spedizione punitiva organizzata, feroce e razzista: una vergogna per
Ventimiglia che dovrebbe reagire sdegnosamente, in rimo luogo con le sue
istituzioni, e che, invece, fa già di tutto per dimenticare.
Ma tutto questo "
infinito silenzio",tutta questa quiete
patinata a chi gioverà?