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Vatti a nascondere Eugenio Minasso 3 luglio 2010
Il poco onorevole Eugenio Minasso ammette di aver ricevuto il pacchetto di voti della n'drangheta e fa notare che in quella occasione la sua faccia fu' gradita a molti.
Io, allora votai Saso e quello che in seguito divenne il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, commento' il mio voto come quello dato ad un uomo, nato perdente.
Nella foto a fianco, Minasso (di spalle) festeggia con il suo collettore Michele Pellegrino e Giovanni Ingrasciotta, intimo amico del ricercato di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro.
Minasso ammette candidamente di essere un uomo in mano alla mafia ma nega categoricamente di aver ricevuto dai clan Pellegrino 200.000 euro di "contributo elettorale".
Quelli, forse li ha presi dal vicino di casa dei Pellegrino, ma lo confesserà piu' in la.
A mio avviso, a Minasso andrebbe imposta l'interdizione dai pubblici uffici.
I suoi amici, i suoi parenti, i suoi elettori, dovrebbero costringerlo a fare un passo indietro, ad andarsi a cercare un lavoro onesto, al pari di Claudio Scajola.
Ordine, pulizia, e voti della mafia!
Vatti a nascondere Eugenio Minasso.Sei solo una metastasi del cancro che ci divora.
Un amico di Castellaro mi ha confessato nei giorni scorsi che Minasso (foto a destra riviera24.it) gli disse che non si poteva in provincia di Imperia concepire un cantiere senza tener conto delle esigenze dei Pellegrino.
Caso strano, nella discarica abusiva di Rocche Croaire che lo Stato si guarda bene dal chiudere e che gli omissivi Genduso e Catitti avvallano , i camion dei Pellegrino la fanno da padrone.
Vorrei vedere il pacchetto azionario della multinazionale Nexity (attuale sponsor n.1 di Sanremonews) che a Castellaro tramite l'emmissario Giuseppe Galatà detta legge.
Che non ci siano ancora dietro i Nucera o Gino Mamone con i loro soldi da reciclare.
Per consentire a qualche miserabile di realizzare i suoi sogni politici , si consegna la nostra terra alla peggior gente.
VERGOGNATI MINASSO
Marco Ballestra
ps
Ed a Ventimiglia, chi prese i voti della n'drangheta?
Tano Scullino o il vicesindaco Moio, ne sanno qualcosa?
Possono aiutarci a far luce su questo vendersi al diavolo?
«Sì, il clan mi ha aiutato» Leggi di seguito l'articolo di Fabio Pin oggi su Il Secolo XIX
Ipotesi mafia a Bordighera:
«Sì, il clan mi ha aiutato»
03 luglio 2010 | Fabio Pin
Minasso, di spalle, festeggia con Michele Pellegrino (a sinistra) e Giovanni Ingrasciotta (di fronte) l’elezione a consigliere regionale nel 2005
«D’accordo, m’hanno dato una mano nelle campagne elettorali, come molti altri, specie alle Regionali 2005, quando ho ottenuto un grosso successo. Ma la storia del finanziamento non sta in piedi. Dai Pellegrino non ho mai ricevuto un centesimo»: Eugenio Minasso (51 anni) va all’attacco dopo che il suo nome è stato associato in qualche modo all’indagine dei carabinieri sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nel Ponente ligure.
«I miei contributi elettorali sono tutti regolarmente dichiarati. Chiunque può avere accesso a questi dati e verificarne la totale trasparenza», insiste Minasso, dirigente d’azienda, consigliere regionale per due legislature nelle fila di Alleanza Nazionale, dall’aprile del 2008 deputato del Pdl. Il fatto che il suo nome possa essere associato in qualche modo alle indagini della Dda di Genova e della stessa Procura di Sanremo sui presunti rapporti tra criminalità organizzata in odore di ‘ndrangheta e la politica, e sul sospetto che anche nel Ponente ligure il voto di scambio avrebbe incominciato a caratterizzare le condotte della pubblica amministrazione, lo fa saltare sulla sedia. Lui, dice Minasso, con i tre fratelli Pellegrino finiti in carcere tre settimane fa, con l’accusa, tra le altre, di avere minacciato due assessori di Bordighera per la mancata autorizzazione ad aprire una sala di slot machine, non ha niente a che fare: «Tra il sottoscritto e certi ambienti c’è una distanza siderale. Sono una persona perbene. E le mie vittorie elettorali sono solo farina del mio sacco. Posso dimostrarlo in ogni momento, davanti a chiunque».
Indiscrezioni investigative dicono che un politico dell’estremo Ponente avrebbe ricevuto dai Pellegrino un finanziamento indiretto di 200.000 euro...
«Ammesso sia così, quello non sono io. Lo ripeto: i contributi elettorali ricevuti nel 2000 e nel 2005 per le Regionali e successivamente nel 2008 per le elezioni Politiche sono regolarmente elencati e depositati in Corte d’Appello, come prescrivono le normative di legge ».
sul Secolo XIX in edicola, l’intervista completa e altri particolari sulla vicenda
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