Una testimonianza dall'Honduras28 giugno 2009
Dopo ore di tentativi finalmente Giornalismo partecipativo
riesce a comunicare con P. T. cooperante di un paese europeo residente
da anni in Honduras. "E' che il primo segnale che stava succedendo
qualcosa è che i militari hanno staccato la luce in tutta la città.
Solo da poco ci siamo procurati un generatore, ma abbiamo pochissima
benzina perché è razionata, non si vende, e quindi posso restare
collegata pochissimo tempo".

Quando avete saputo del golpe? "in mattinata prestissimo si è saputa
la notizia che hanno.........
preso il presidente con la forza. La capitale ha
iniziato a reagire, mentre dalle altri parti del paese si è animata la
gente a continuare a votare per il referendum. Anzi le ultime notizie
sono che anche nella capitale dove può sta votando in massa".
Si sta votando che tu sappia? "Qui dove mi trovo sono arrivati i
militari e hanno sequestrato le urne per impedire il voto. Nella
capitale è successo in molti posti ma ho molte testimonianze che in
tutto il resto del paese e anche in alcune zone della capitale la gente
sta correndo a votare come forma di dire NO al golpe".
I media funzionano? "Hanno spento tutto. Appena hanno sequestrato il
presidente Zelaya hanno chiuso il Canal 8, l'unico favorevole al
governo e poi anche tutti gli altri. Adesso credo funzioni solo una
radio della destra golpista HRN".
Che tipo di reazione c'è da parte dei movimenti? "ti dico solo che i
popoli indigeni hanno iniziato una marcia a piedi verso la capitale.
Inoltre molte persone sono andate al palazzo presidenziale. Ma non ho
informazioni verificate". Riuscite a comunicare? "la mancanza di
corrente fa che i cellulari sono quasi tutti scarichi. Qui dove sono li
possiamo ricaricare ma le centinaia di persone nascoste non hanno
maniera di farlo".
Ci sono le notizie di violenza? "Gira voce di almeno un morto, ma
non posso confermartela. Le uniche violenze sicure che ho io sono
quelle contro i medici cubani. Alcuni sono stati aggrediti, gli altri
li stiamo nascondendo. Inoltre qui da noi quando hanno sequestrato le
urne del referendum hanno detenuto tre persone ma sono stati costretti
a rilasciarli quasi subito. Inoltre ho notizie di liste nere di
dirigenti popolari che vengono ricercati, soprattutto quelli che hanno
lavorato al referendum. Non ho notizie di persone precise arrestate. Ma
centinaia se non migliaia di persone si sono dovute nascondere".
Sei uscita? Com'è la città? Che idea ti sei fatta sui rapporti di
forza? "Ho girato per il quartiere ma come straniera non mi sono
avvicinata al punto dove si votava. I militari sono estremamente
aggressivi, puntano le armi in faccia alla gente. La gente sta
chiamando alla calma e cerca di parlare loro e si stanno facendo azioni
pacifiche in tutto il paese. Il messaggio è calma, pace e non opporre
altre forme di resistenza".
Che messaggio puoi lasciarmi in conclusione? "Faccio un appello
internazionale a non lasciare solo l'Honduras e a fare informazione su
quello che sta succedendo in Honduras. Non credete ai media ufficiali".
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