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Scie chimiche: una realtà che non dobbiamo vedere21 febbraio 2010
Quella delle scie chimiche é una realtà molto frequente cdhe riguarda i nostri cieli.
Da Monaco a Sanremo io ho già fotografato in decine di occasioni questo fenomeno inquietante
Impressionante, la fotografia che il lettore ha scattato ad Ospedaletti.
Sotto questo cielo io ho 200 famiglie di api (alveari) che si comportano sempre piu' stranamente.
Il lettore di questo sito , protagonista di questa storia, a mio avviso e nel suo interesse, dovrebbe rendere note le sue generalità.
Leggete questa storia rimanendo possibilmente ottimisti.
Marco
Pubblichiamo la significativa ed eloquente testimonianza di un nostro lettore ed amico, da cui si arguisce che i Carabinieri e, più in generale, le istituzioni sono sovente ostaggi del sistema, come bloccati ed incapaci di agire e di reagire.
Questa non è certo una circostanza attenuante e tuttavia mostra quanto sia diffuso un atteggiamento di rinuncia e di rassegnazione che consolida il potere.
La forza del governo segreto è nella debolezza di chi, volontariamente o no, lo sostiene.
Da notare, infine che il contegno e le parole del Carabiniere sono un‘implicita ammissione che il problema “scie chimiche” è una realtà.
Sono qui per testimoniare la mia esperienza e per proporvi un crudo assaggio di quello che, purtroppo, è la realtà oggigiorno.
E' iniziato tutto il giorno 2 gennaio 2010 con un’e-mail da me inviata al N.O.E. (Nucleo operativo ecologico) di Bologna, in quanto stazione più vicina alla mia residenza. L'e-mail parlava crudamente di chemtrails, con tutte le prove e gli allegati (documenti ufficiali, non supposizioni) a mia disposizione.
Il giorno 1 febbraio 2010, sono contattato dal distaccamento dei Carabinieri del mio paese e vengo cortesemente "invitato" a presentarmi l'indomani alle ore 16:00, per discutere su ciò che ho dichiarato al N.O.E. di Bologna.
L'indomani (oggi, cronologicamente parlando il 2 febbraio 2010) mi presento alla Centrale dei Carabinieri del mio comune.
Entro, vengo invitato ad attendere e, dopo qualche minuto, mi trovo a conferire con il Capitano. Mi ritrovo dentro una stanzina con il graduato ed un segretario che, come da prassi, redige, per.....
filo e per segno, la mia dichiarazione al computer. Cominciamo a
parlare e mi viene chiesto se sono a conoscenza del motivo per cui sono
stato convocato, rispondo di sì ed immagino giusto: è proprio a seguito
del messaggio che ho inviato al N.O.E.. Citerò solo le parti salienti
della conversazione.
Il militare mi chiede se ho ben compreso quanto ho compiuto, poiché, in
base alla mia e-mail, sarebbero possibili delle iniziative per opera
della Procura, in quanto ciò che ho scritto, secondo i Carabinieri,
corrisponde ad una sorta di accusa, in quanto più che chiedere, io
avrei avanzato addebiti pesanti.
Così potrebbe anche sembrare, se omettiamo la parte finale del mio
messaggio in cui scrivevo nero su bianco: "Come meglio avrebbe potuto
agire un cittadino italiano come me che, ogni giorno, vede violare i
propri diritti e quelli altrui". Ho anche corredato la mia e-mail di
dichiarazioni ufficiali che non sono state poi prese in considerazione
così seriamente, in quanto provenienti da Internet.
Non dimentichiamo che la parola “ufficiali” è anche sinonimo di
ACCERTABILI.
Il Capitano mi chiarisce che, in quanto "singolo cittadino", potrò fare
ben poco, se non ottenere sconvenienti "mazzate sui denti" (da chi?),
cosa che non gioverebbe a nessuno.
Aggiunge anche che il mio metodo di agire è stato erroneo, perché
troppo avventato e che per certe cose ci vorrebbe un po’ più diplomazia
(sembra che mi consiglino di non farmi troppo notare) e che, per
ottenere qualcosa di più sostanzioso, bisognerebbe sporgere una
denuncia. Eh già! Sarebbe la strada più opportuna, se non fosse che,
nel migliore dei casi, le mie denunce potrebbero venire usate come
carta per accendere il fuoco del camino.
Le frasi che, però, mi sono rimaste particolarmente impresse sono le
seguenti:
"Ragazzo, tu così inneschi procedure grosse con enti che non sono alla nostra portata.
Vedi:
sono coinvolti organismi come l'aeronautica militare", oppure "vedi
caro mio, ci sono cose nel mondo che nemmeno ci possiamo immaginare, ma
che, per quanto male facciano, è meglio che ci siano e nessuno ci può
fare nulla”. (?)
Vi assicuro che pronunciate "dall'altra parte della barricata" fa un
certo effetto sentirsele risuonare nelle orecchie.
Mentre i Carabinieri parlano e mi fanno capire che tanto non ci si
può fare alcunché, ho avvertito una certa "aria di rassegnazione" anche
da parte loro: non mi hanno dato l'idea di "occultatori", quanto
l’impressione che siano dei "rassegnati burattini".
Tengo a precisare che MAI, durante questa "chiacchierata", nessuno ha cercato di screditare o smentire ciò che io ho riportato.
Alla fine è stato messo a verbale tutto quanto da me affermato,
cercando di farmi passare da incompetente in materia, in quanto,
secondo loro, è "meglio così e che mi stanno dando una mano, in
realtà", in quanto la cosa sarà trasmessa in Procura. Prendiamola per
buona...
Oggi ho vissuto in prima persona un esempio classico di quando si
dice "essere stroncati sul nascere", ma mi sono presa la mia più grande
soddisfazione: in un mondo con più di sei miliardi di persone, sappiano
che c'è un ignorante in meno.
Non scoraggiatevi mai.
Againstanker
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