7 febbraio 2010
Grande clamore mediatico ha suscitato in questi giorni l'arresto (virtuale) dellla coppia che gestiva il Centro massaggi Lotus ad Arma di Taggia.
Reo, sentendo gli inquirenti, di massaggiare quelle parti tabu', tanto care dei nostri corpi. La dottoressa Barbara Bresci ha fatto Centro e ne é uscita un po' sconvolta (foto a fianco).
Penso che nel tempo della conferenza stampa avrebbero potuto prendere anche le scuderie Ferrari, Brabham e Tyrrel.
Sarebbe bastato aprire un giornale, magari Il Secolo XIX, alla voce A.A.A.A.A Massaggi-Relax.
Avrebbero riempito il parcheggio inutilizzato della stazione nuova.
Ma forse, quelli li prenderanno dopo.
Il filmato dei Carabinieri é finito a Sanremonews e tutti lo abbiamo guardato avidamente fino alla fine, pronti a lasciarsi andare, nell'intimità della nostra camerettta.
Grande delusione: neppure un frustino preso in prestito al Solaro.
Oggi su Il Secolo XIX online un articolo da "La Voce della Parrocchia" che fa ridere i polli.
Da manuale di patologia psicosessuale, la descrizione che il giornalista fa di Marciano', uno dei gestori: "Roberto Marcianò è arrivato a palazzo di
giustizia accompagnato dalla madre e dal padre, almeno mezz'ora prima
dell'ora fissata per l'interrogatorio di garanzia, le 11. Berretto di
lana, occhiali da sole che non si è tolto se non davanti al giudice, è
rimasto in attesa seduto accanto al padre, sorseggiando una bevanda
energetica, senza mai togliersi il cappotto stile marinaro. Capelli
neri tagliati corti, con qualche filo grigio sulle tempie, , faccia da
bravo ragazzo, sembra difficile immaginarlo mentre ordina alle sue
"dipendenti" di soddisfare le pretese dei clienti del centro "Lotus",
nel temuto ruolo di «grande capo», capace di «levare la pelle» alle
ragazze se non si fossero comportate a dovere".
Paolo Isaia tra i giornalisti é per mé un mito.
Non posso indirizzargli la frase che in Good morning Viet Nam il protagonista rivolge ad un pedante sergente: siamo in fascia protetta.
Occorre comunque una volontaria che lo aiuti un pochino.
Fatevi avanti, vi prego! "Levare la pelle"(?!?!) Ma quali esperienze avrà vissuto il Paolo Isaia?
E quali saranno toccate, alle sue compagne di viaggio?
Per la moglie di Marciano', Cristina Garriano, i dettagli giudiziari non mancano di certo.
La riservatezza che dovrebbe contraddistinguere il loro lavoro, questi uomini dello Stato l'hanno persa per strada.
Non siamo ai livelli dei cazzi di silicone e corpetti sadomaso del meccanico di Imperia che vennero fotografati sul tavolo degli inquirenti e sbattuti sul Secolo con tanto di foto di quell'uomo malato.
A competare il tutto : nome, cognome, indirizzo dell'officina e preventivo per un tagliando completo, pastiglie dei freni incluse.
Imperia: una provincia calabrese in mano alla n'drangheta.
In comune a Ventimiglia il sindaco Gaetano Scullino, il Direttore Generale Marco Prestileo, il Segretario Generale Achille Maccapani violano continuamente la legge e coltivano clientelarmente il consenso.
Gli esposti (tranne i loro) che giungono in Procura a riguardo dei loro abusi, non hanno mai seguito.
Ventimiglia, con un esercito di appartenenti alla Forze di Polizia é in mano a loro e sodali.
Abbiamo veramente bisogno di vedere questo genere di sfilata di funzionari dello Stato per una rassegna del grottesco a questa maniera? Intanto, la vita va avanti coi nostri piccoli peccatucci:
24 Professionisti e prestazioni diverse
25 Massaggi e cure estetiche
A.A.A.A.A. Sanremo assoluta novità dolcissima slovacca accompagnatrice veramente splendida elegantissima completissima!
I soldi non avranno odore, ma questo far da ponte ( profumatamente pagati) tra l'offerta e "l'utilizzatore finale", puzza un po' di zolfo!
Meno male, che questi annunci li leggiamo solo noi perversi.
Cosa ne pensa Dottor Isaia?
Buona domenica da Marco Ballestra
Com'era
prevedibile, davanti al giudice non hanno aperto bocca Roberto Marcianò
e Cristina Garriano, marito e moglie accusati di sfruttamento e
favoreggiamento della prostituzione, "esercitata" nel centro massaggi
"Lotus Relax Farm" di via Blengino, ad Arma di Taggia, e nella filiale
di via Ponte Reale, a Genova.
La
coppia, agli arresti domiciliari da mercoledì - lei nell'abitazione
coniugale, lui dai genitori - si è presentata per l'interrogatorio di
garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Eduardo Bracco,
Marcianò assistito dall'avvocato Alessandro Moroni, la moglie da
Roberto Castelli, che la difende assieme a Gabriele Cascino. Entrambi
gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Al
momento, dunque, rimangono agli arresti domiciliari: i legali, una
volta esaminati gli atti che hanno portato alle misure restrittive,
valuteranno se ricorrere al tribunale del Riesame per chiederne la
remissione in libertà.
Roberto Marcianò è arrivato a palazzo di
giustizia accompagnato dalla madre e dal padre, almeno mezz'ora prima
dell'ora fissata per l'interrogatorio di garanzia, le 11. Berretto di
lana, occhiali da sole che non si è tolto se non davanti al giudice, è
rimasto in attesa seduto accanto al padre, sorseggiando una bevanda
energetica, senza mai togliersi il cappotto stile marinaro. Capelli
neri tagliati corti, con qualche filo grigio sulle tempie, , faccia da
bravo ragazzo, sembra difficile immaginarlo mentre ordina alle sue
"dipendenti" di soddisfare le pretese dei clienti del centro "Lotus",
nel temuto ruolo di «grande capo», capace di «levare la pelle» alle
ragazze se non si fossero comportate a dovere.
Cristina Garriano
Cristina Garriano è arrivata molto dopo, con la sola compagnia del
suo legale. Roberto Castelli. L'ordinanza a suo carico dispone che non
possa incontrare il marito, e ieri, nell'attesa che si aprisse la porta
del giudice Bracco, i due sono rimasti lontani. Solo la madre di
Roberto si è avvicinata ala nuora per chiederle come stava. Una carezza
e qualche parola di conforto sono state sufficienti per fare crollare
la giovane infermiera, che si è abbandonata al pianto. Jeans, maglia
scura sotto un cappotto nero, scarpe dello stesso colore - delle
francesine con i lacci, un piccolo brillantino alla narice sinistra,
anche lei, ieri mattina, non sembrava essere la stessa persona che al
telefono avrebbe pubblicizzato le qualità delle ragazze ed elogiato le
loro capacità "professionali": «per massaggiare utilizzano la totalità
del loro corpo, anche le parti intime esterne». Lei (come Roberto) non
solo avrebbe sfruttato le ragazze, versando loro tra il 10 e il 20 per
cento di quanto incassavano a prestazione - somme dai 300 ai 400 euro -
ma si sarebbe anche concessa ai clienti, descrivendosi «bionda, capelli
corti, taglia 40, con una quarta di seno e un fisico atletico».
I
guai di Roberto Marcianò e Cristina Garriano, inoltre, potrebbero non
essere solo legati all'indagine della procura per sfruttamento e
favoreggiamento della prostituzione. A quei 35 mila euro che secondo i
calcoli dei carabinieri avrebbero incassato i centri di Arma e Genova,
infatti, si starebbe già interessando anche la guardia di finanza.