Leggi a personam, la testimonianza di Carlo Taormina6 febbraio 2010
L'avvocato Carlo Taormina ha occupato per anni il posto alla destra del Padre che é oggi del repellente Mavalà Ghedini.
Colto da una crisi di coscenza ha mollato tutto e si é messo a fare l'apicoltore, come .........Giuseppe Garibaldi.
Questa é l'intervista rilasciata a Piovonorane:
sabato 30 gennaio
2010 alle ore 14.40
«Conosco bene il modo
con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché
fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene
in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per
lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno
facendo sono norme ad personam».
Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei
legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il
suo giro - uscendo anche dal Parlamento - a seguito di quella che lui ora chiama
«una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a
Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue
leggi.
Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta
facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo
impedimento?
«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo
disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge
costituzionale, che è fondamentale».
Mi spieghi meglio.
«Iniziamo dal
processo breve: si tratta solo di un ballon d'essai, di una minaccia che
Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato
approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno
neanche, insomma finirà in un cassetto».
E perché?
«Perché il processo
breve gli serve solo per........
alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto
rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè
la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere
continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l'Udc, ad esempio, ha
detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo
impedimentoı».
E poi che succede? Che c'entra il Lodo Alfano
bis?
«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente
incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in
vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte
Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come
legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».
Mi faccia
capire: Berlusconi sta facendo una legge - il legittimo impedimento -che già sa
essere incostituzionale?
«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in
cui il presupposto dell'impedimento è una carica, in questo caso quella di
presidente del consiglio. Non esiste proprio. L'impedimento per cui si può
rinviare un'udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una
carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui
dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c'è? E si possono tenere
udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un
pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi
potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la
pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all'infinito. Perché mai un
sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la
sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma
questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E
Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po' di tempo, fino a
che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema
definitivamente»....continua
Come fa a esserne così certo?
«Ho
lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo
consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero
dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele
scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e
Pecorella».
Tipo?
«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo
nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la
chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo
messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava
tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata
di Ciampi».
Che all'epoca era Presidente della Repubblica.
«Esatto. E
Ciampi chiese una modifica».
Quindi?
«Quindi io dissi a Berlusconi che
con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po' e poi
rispose: "Intanto facciamola così, poi si vede". Avevo ragione io: infatti la
legge passò con quelle modifiche e non gli servì a
niente».
Pentito?
«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al
governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico.
Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo
a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava
strutturando l'entourage più ristretto del Cavaliere.
A chi si
riferisce?
«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e
Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano
pesantemente il premier. E l'hanno portato a marginalizzare - a far fuori
politicamente - persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando
su Schifani».
Prego?
«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al
termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».
Ma mancano
ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura...
«Non credo proprio.
Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011,
Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».
E perché?
«Perché gli
conviene farlo finché l'opposizione è così debole, se non inesistente. Così
vince un'altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di
Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».
Aiuto: mi sta dicendo
che avremo Berlusconi fino al 2020?
«E' quello a cui punta. E in assenza di
un'opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L'unica variabile che può
intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il
lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo
solo dopo le regionali».
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/29/la-verita-su-b-raccontata-dal-suo-ex-avvocato/
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