Le manutenzioni ferroviarie? Uno spreco di risorse!
1 luglio 2009
Quando proposi di andare a tirare le monete a Mauro Moretti n.1 delle ferrovie pensavo anche a questo.
Nessuno rispose all'appello. Ognuno, nel suo castello di carta, crede di avere troppo da perdere.
Di fronte al nostro ritrarsi, i politici si fregano le mani.
Possiamo diventare struzzi a vita, ma tocca imparare a respirare dal culo.
(nella foto Mauro Moretti A.D. di Trenitalia. Quando le ferrovie vennero trasformate in ente, un 'esercito di sindacalisti fece un balzo di carriera clamoroso.
Nacque un esercito di costosissimi dirigenti di non so' cosa. Piu' dirigenti che meccanici. Grandiosi stipendi per non parlare delle liquidazioni.
Tutti con la pancia piena e la bocca conseguentemente chiusa.
Il saccheggio poteva avere inizio!
La trasformazione in Ente consenti' , come nel caso della CIVITAS ventimigliese, mano libera ai dirigenti scaricando i costi ed i danni sulla nazione.)

(nella foto de Il Secolo XIX , il pezzo del treno rottosi dopo lungo tempo che fessurava, e causa del disastro. Sarebbe bastato un semplice controllo agli ultrasuoni per evitarlo. Leggi l'articolo di approfondimento)
Moretti venne a Ventimiglia a firmare l'Accordo Quadro.
Primo passo per vendita a pezzii delle aree ferroviarie che qualcuno aveva deciso che divenissero ex.
Al Campasso -Foce, vi erano le officine di riparazione dei locomotori. Oggi chiuse.
Le offinine di riparazione del materiale rotabile si chiudono.
Sulle aree cosi' liberate si ha il via lileba per la speculazione immobiliare.
E' un'immensa speculazione che permette ai mafiosi che hanno in mano il pallino di realizzare enormi profitti.
Queste aree a servizio della rete ferroviaria, una volta perse non le avremo piu'.
Agli operai un calcio in culo o quattro soldi per liquidarli.
Guarda il filmato della strage di Viareggio.
La tua indifferenza uccide.
Marco
Garda l'articolotratto da Il Secolo XIX..................
In gergo tecnico si chiama
"cretto": è un'incrinatura nel metallo dovuta a un difetto di fusione o
all'usura. Aveva un cretto, rilevabile con un normale controllo a
ultrasuoni, il primo asse del treno deragliato a Viareggio. Il sito
online del Secolo XIX è in grado di documentarlo con una serie
esclusiva di foto scattate all'interno della zona dell'incidente. Nella
prima foto qui sotto si vede la ruota destra anteriore del primo
carrello del primo carro. Al centro si nota che l'assile (ossia l'asse
che unisce le due ruote) è troncato di netto. La parte liscia
corrisponde a una fessurazione già esistente prima dell'incidente: ecco
il cretto che avrebbe causato la spaccatura e quindi il deragliamento.
Il resto dell'assile era attaccato solo per la parte che appare più
irregolare.
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Nella seconda foto vediamo la boccola, ossia il pezzo su cui il
carrello poggia tramite sospensioni a molla. Normalmente è posizionata
all'esterno delle ruote. Al centro è rimasto il troncone terminale
dell'assile (l'asse delle ruote), che presenta la stessa irregolarità
vista sopra: in pratica, i due pezzi fotografati in queste foto
combacerebbero perfettamente. Prima della rottura, i due pezzi erano
legati solo da questa piccola porzione di acciaio. L'ipotesi è che
l'estremità destra dell'assile, all'esterno della ruota, si sia
spaccata a causa di un difetto di fabbricazione o di un'usura non
diagnosticata. L'assile aveva superato alcuni mesi fa il controllo agli
ultrasuoni eseguito, per conto dell'americana Gatx, nelle officine
private della Cima Riparazioni spa di Bozzolo (Mantova).
Nella terza foto si vedono le prime due ruote del primo carrello del
primo carro merci: la parte di assile fra le due ruote è rimasta
integra.
Intervistato in tv, l'ad di Fs Mauro Moretti ha parlato di
«fessurazioni». «Vuol dire - ha spiegato - iniziare da una piccola
fessura interna al materiale che per sollecitazioni di lavoro si
allarga sempre più fino a far sì che la superficie resistente viene a
ridursi e a essere impossibilitata a resistere agli sforzi che deve
trasmettere. Questo è quello che è successo ieri».
Moretti ha
precisato che «non sappiamo in quanto tempo è iniziata una fessurazione
che poi si è allargata e ha collassato cioè si è spezzata, così - ha
concluso - è deragliato il primo carro che si è trascinato dietro altri
cinque carri che si sono ribaltati mentre i rimanenti nove e il
locomotore sono rimaste sui binari».
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