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La mafia nell'imperiese7 marzo 2010
La preoccupazione per i fatti criminosi perpetrati
nella nostra provincia è forte e non potrebbe essere altrimenti.
L'ultimo avvenimento della sparatoria in Taggia,
con i chiari connotati della matrice mafiosa, sposta il nostro territorio da
nord a sud dove questi crimini, che oltre tutto mettono a repentaglio la
pubblica incolumità, sono purtroppo quasi quotidiani.
Il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità
mafiosa nel ponente ligure non è nuovo ed è sempre più radicato, i proclami
trionfalisti del PDL ed il negare l'evidenza di chi dovrebbe operare per il
controllo del territorio, al solo fine di non contraddire i diktat del
"Ministro" sono inutili i primi e complici i secondi.
I numerosi incendi a locali pubblici o auto o
ancora mezzi d'opera avvenuti negli ultimi anni e ancorchè
recentemente, mostrano l'evidente realtà, non vi e adeguata sicurezza per i
cittadini e le imprese.
La sfrontatezza e la sicumera dei criminali è al
parossimo, non si scordi l'incendio di un locale pubblico a una cinquantina di
metri dal Commissariato di P.S. sanremese.
Che gli organici siano carenti è una dolente nota
ma che forse non si operi nella giusta direzione potrebbe essere un'altra nota
stonata.
Manca la volontà politica di porre rimedio allo
stato di fatto.
Per rinfrescare la memoria si deve ricordare che le
cosche già negli anni "80 appetivano molto la nostra città e quanto in essa si
trova: alcuni politici di lungo corso, oggi ripuliti ed inamidati dal tempo e
dalla memoria corta degli Italiani dovettero rendere contro alla Magistratura
dei rapporti intercorsi fra loro, le cosche e la Casa da Gioco.
Oggi gli stessi negano l'evidenza, proclamano ai
quattro venti che la sicurezza è garantita e che gli incendi di auto e locali
sono da attribuire a fidanzate e mogli tradite.
Dimenticando già che anche nel costruendo porto di
Imperia, proprio in casa del "Ministro" la piovra stava stendendo i tentacoli,
così come per la ricostruzione in Abruzzo.
Intanto gli esercenti rischiano un bel falò e le
persone di prendersi una pallottola destinata ad un altro
bersaglio.
Gianni Calvi
Roberto Pardini
Coordinamento Cittadino Sanremese dell' Italia dei
Valori.
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