La lettera di Riccardo Giordano
11 marzo 2010
Ringrazio Riccardo per l'attenzione che ci dedica.
Queste sue lettere sono piu' che gradite.
Gli rispondero' appena possibile.
Magari, che anche gli altri candidati andassero oltre alle cene ed a questi assurdi point ,che ce li rappresentano, se possibile, ancora piu' lontani dalla nostra realtà.
Se non foste una casta a sé, non ci sarebbe bisogno di quei ridicoli trespoli.
Marco
Ciao Marco,
per la questione schiettoligure, appena fuori da questa campagna elettorale
cercherò di farmi dare tutti i dati ma voglio farti notare che la legge sugli
itinerari di prodotto, che è stata emanata dall'assessore Cassini, riprende
molta della filosofia che era dietro al progetto.
In pratica si tratta di creare
una rete di operatori turistici, agrituristici, commerciali ,artigiani
e agricoli che raccolgono la produzione locale, la valorizzano aderendo a
disciplinari di produzioni per altro già esistenti (dop, docg, biologico etc) e
la propongono ai consumatori, turisti e non.
Come ben sai le nostre produzioni
agro-alimentari sono tutte, sottolineo tutte ivi comprese quelle derivanti
dall'olivicoltura, di piccola quantità e diventa fondamentale poterle vendere
direttamente sul territorio.
Devono diventare le bandiere del nostro territorio
ed essere vendute direttamente ai consumatori perchè non reggono alle regole
imposte dal commercio all'ingrosso e dalla grande distribuzione. Ne abbiamo
avuto la conferrma purtroppo quest'anno con l'ultima campagna olivicola.
Proprio
in un'annata di grande produzione abbiamo avuto le maggiori difficoltà. Perchè?
Perchè se mediamente si produce 10 e si fanno i contratti per smaltire 10
nell'anno in cui produco 25 non ho sbocchi commerciali.
Perchè potrei fare anche
contratti per 25, riducendo il prezzo, ma poi negli anni successivi non sarei
più in grado di onorare i 25 perchè avrei di nuovo 10 di produzione media. Nel
frattempo però i prezzi, che ho abbassato per vendere i 25, non si alzerebbero
più. Questo accade quando parliamo di filiera commerciale. Altra cosa è,
attraverso le strade di prodotto, ridurre i passaggi e collegare direttamente
produttore e consumatore.
Occorre però che tutti gli operatori abbiano la
volontà di puntare sul territorio perchè se continuiamo a proporre al ristorante
olio toscano o pugliese ( e comunque di origine incerta) e vini piemontesi o
siciliani diventa difficile far conoscere il nostro prodotto e far girare tutta
l'offerta turistica sui nostri prodotti.
Per questo nel mio programma elettorale, che puoi consultare sul sito www.riccardogiordano.it , vedrai che
propongo un intervento diretto della Provincia in stretto legame con la CCIAA di
Imperia per educare "energeticamente" gli esercenti a valorizzare le nostre
produzioni, tutte le nostre produzioni anche quelle di estrema nicchia.
Tornando invece alla questione differenziata ti confermo quello che ho
scritto: il dato di Pietrabruna è riferito solo alla raccolta del vetro che è un
servizio che facciamo insieme alla Comunità Montana dell'Olivo. Gli altri dati
non sono stati forniti dai miei uffici. La colpa sarà anche la mia,
come Sindaco, che non ho vigilato a dovere ma non sono quelli i dati reali della
raccolta differenziata fatta a Pietrabruna.
Mi impegno al prossimo giro, anche se non sarò più Sindaco, a far
comunicare i dati di tutto il materiale differenziato.
Saluti e grazie per l'ospitalità sul tuo blog.
Riccardo Giordano
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