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La Arti Group e l'avventure Civitas
23 febbraio 2010
L'imposizione militare a rifare le facciate degli edifici storici di
Ventimiglia alta, é stata una delle battaglie piu' interessanti del
nostro sindaco Scullino.
Dopo aver dato lustro dalle pagine dei giornali questa splendida
iniziativa, mentre i proprietari spendevano denari in ricorsi e
fatucchiere, sbarco' a Ventimiglia la Ditta romana con sede in Toscana
Arti Group di Lorenzo.
A rappresentarla localmente , la signora Anna Maria Viti.
Una dipendente comunale di Ventimiglia in forza all'Ufficio Relazioni Pubbliche.
(nella foto, il Dottor Prestileo Direttore Generale del comune di Ventimiglia, l'origine di molto)
Avendo in previsione la demolizione dei carruggi con il via vai
necessario all'operazione facciate, il comune, tramite la cassaforte
costituita dalla municipalizzata Civitas decise di rifare a nuovo
cinque viuzze del centro storico.
Indovinate un po' a chi la Civitas affido' l'appalto, con modalità che il dottor Prestileo ci impedisce di conoscere?
Proprio alla Arti Gruop rappresentata dalla dipendente comunale Anna Maria Viti!
Per quietare gli animi dei proprietari messi in difficoltà
dall'ingiunzione del sindaco (per motivi estetici), lo stesso dichiaro'
di aver messo a disposizione dei cittadini i servigi della Cooperativa
Neopolis.
Sia chiaro, incarico lautamente retribuito da parte del comune.(mi pare cha la prima tranche deligerata dalla Giunta fù di 30.000 euro)
La furia non si placo' quando si venne a sapere che la Neopolis pretendeva circa 4.000 euro a testa per:
1)potergli segnalare l'elenco delle ditte disponibili ad eseguire i lavori.
2)preparare la D.I.A.
3)far prendere visione della tavolozza dei colori.
Un po' di sputtanamento dalle pagine dei giornali e di questo sito e, come per in canto, la Neopolis raccatto' le penne e scomparve all'orizzonte.
Ma questi soldi, li hanno presi? Se si', li hanno tenuti? Li hanno restituiti?
A quel punto il nostro sindaco mise a disposizione (a-gratis) gli uffici U.R.P. con la signora Anna Maria Viti ad accogliere gli sventurati.
La stessa, li invitava a raggiungere nel pomeriggio un'ufficio privato in Ventimiglia alta per poter approfondire la materia.
Chi ci si trovava di fronte nell'ufficio privato, dopo aver incontrato la tabella riportante i colori della Arti Group?
La stessa Anna Maria Viti nei panni del manager.
Per chi manifestava forti difficoltà (mancanza di soldi) nell'assecondare i capricci del nostro sindaco esteta, la signora Anna Maria Viti proponeva i servizi di una società finanaziaria di famiglia di cui lei era mandataria locale.
Ma come arriva la Ditta Arti Group a Ventimiglia?
E come mai una dipendente comunale la rappresenta?
La risposta datami dalla gentile signora Viti fù chiarissima:
io ho tanti amici sparsi per il mondo ed il titolare di questa ditta é uno di questi.
E come hanno fatto a sapere di questo appalto i romani? Le chiesi.
"Perché navigano molto" La sua risposta.
E come hanno fatto ad aggiudicarsi l'appalto? Le chiesi ancora.
Perché sono piu' bravi degli altri! Mi rispose.
Feci notare alla signora Anna Maria Viti( stipendiata dai contribuenti
ventimigliesi) che in zona manca il lavoro per le nostre ditte e che
puntualmente si vedono passare gli appalti sotto gli....
occhi, senza
prenderli.
Lei mi rispose che l'assunzione di maestranze locali era stata la sola condizione che aveva imposto agli amici romani.
Infatti, lavorarono cinque rumeni sbarcati per l'occasione.
Cosa curiosa, per allentare la tensione la signora Viti mi disse piu'
volte di conoscere molti uomini d'affari e di essere capace di fornirmi
in pochi giorni un ponte militare per attraversare un fiume.
Lo fece piu' volte, e piu' avanti questo ponte riaffiorerà.
Nei mesi che seguirono, il sindaco Scullino continava ad accumulare
brutte figure che lo rendevano sempre piu' irascibile. Nacque cosi' la
necessità di dare avvio ai lavori.
Scullino tento' di imporsi come un Cesare all'Assemblea straordinaria del condominio Seminario.
Un immobile dove il comune era proprietario di tre unità (ora,
dovrebbe restarne una) e non pagava la quota di condominio da diversi anni.
In quella occasione, Scullino fece un forcing notevole per far partire i lavori, infisciandosene di tutelare i condomini.
La frase che ripeteva ossessionatamente era praticamente questa:
grazie a me, Burlando a scucito i
contributi. Se non si parte subito (subito-ora) vi é la concreta
possibilità di perderli.
A portare un preventivo "chiavi in mano", due sedie piu' in là, la sua dipendente Anna Maria Viti dipendente dalla Arti Group di Roma. Sorbole che combinazione!
Ma da dove esce veramente la Ditta Arti Group?
E per aggiudicarsi un lavoro da 260.000 che forse sono diventati
360.000, non bisognava indire un regolare appalto? E' stato fatto? E
stato forse elusa questa forca, attraverso il frazionamento in vari
lotti "tecnici"?
Il Magnifico Direttore Generale che pesca a piene mani nelle casse
comunale Dottor Marco Prestileo ed il suo codazzo dell'omonimo Studio
Prestileo sono impenetrabbili come degli splendidi Cetto Laqualunque.
Alla nostra richiesta di poter guardare i conti e le procedure della municipalizzata Civitas ci hanno risposto con molto garbo.
In poche parole , ci hanno risposto di farci i cazzi nostri!
Se questo modo di scrivere vi pare volgare, cambiate canale.
Volgare é, a nostro avviso, l'ipotecarsi i beni immobili della Città di Ventimiglia e lasciarli in mano a questi avventurieri.
Volgare e mafioso é il modo che tutto il Consiglio comunale ha di essere organico a Scullino e Prestileo.
Volgare e sciagurato é il non tutelare le aziende locali e far sbarcare puntualmente delle meteore, giunte non si sà da dove.
Mi auguro che la Procura della Repubblica di Sanremo capisca la gravità
di questo andazzo ed impegni le proprie forze per scardinarlo.
L'andazzo tangentizio che fino a poco tempo fa andava bene a tutti é scappato dal controllo.
Chi lo impone diviene ogni giorno di piu' avido e le aziende sempre piu' esposte ai capricci del vento.
Nella società civile bisogna impegnarsi non per sostituire un boia
all'altro, ma per creare un'alternativa nella legalità diffusa.
Marco Ballestra
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