L'assalto Centrali a biomasse (che non abbiamo). Ora tocca ad Imperia
3luglio 2009
Pubblicio la notizia appresa da Il Secolo XIX.
Quella delle centrali a biomasse che rincorrono i finanziamenti dello Stato, i famosi Cip6, è una piaga ambientale italiana.
Quella dei Cip 6, è una truffa che porta a considerare l'olio di palma del sud est asiatico ed il legname del Madagascar , fonti di energia rinnovabile.
Grazie a questa truffa in nome del Protocollo di Kyoto, un kw elettrico viene pagato quattro volte il suo prezzo, ai fortunati che sono riusciti a metter su' una centrale.
Una gabella in piu', che passa dalla tasca degli ignari utenti, all'ecomafia delle biomasse.
Ironia della sorte, tocca questa volta alla città del Ministro Scajola lottare per non subire sto' cancaro in casa propria.
Io sono stanco. Imperia ha votato Scajola e quello Strescino che li ha presi per il culo 10 anni con il depuratore fantasma.
Il popolo è pigro e non si informa. Forse ha ragione, va bene cosi'.Fotti & Lascia fottere.
Arriverà il giorno, per ognuno, di capire che l'ambiente non è una parola di otto lettere.
Marco
leggi l'articolo.........
C'è un nuovissimo progetto
(presentato la scorsa settimana in Provincia, in Comune e ai Vigili del
Fuoco) per realizzare alle porte di Borgo d'Oneglia una centrale a
biomasse o meglio a cogenerazione, cioè una centrale che, bruciando oli
vegetali, produce energia elettrica da vendere all'Enel e energia
termica per i privati che.....
si vorranno allacciare. E c'è già un intero
quartiere che è sul punto di scendere in rivolta, preoccupato per una
compromissione della qualità della vita: «Non la vogliamo, non è questo
il sito idoneo, troppi dubbi e anche troppi rischi ambientali. Ci sono
famiglie, bimbi che vivono qui a Borgo, siamo in una zona residenziale,
non industriale». «Rischi zero - garantiscono invece in risposta i
rappresentanti della BioEnergon s.r.l., la proprietà della centrale, a
difesa del loro business - Produrremo solo energia pulita e vantaggi
per la popolazione».
Ma
la gente non è convinta, o meglio, non ci crede. «Intanto non crediamo
più a nessuno di coloro che sostengono di essere depositari della
verità in materia di ambiente, visti i precedenti in provincia, in
Italia e nel mondo in generale - ribattono, pronti a sostenere la
battaglia, Giampiero Bonifazio, rappresentante del comitato Barcheto e
zone limitrofe, e assieme a lui gli abitanti della zona residenziale di
mezza collina che si sono riuniti l'altra sera - Dobbiamo essere noi di
Barcheto e Borgo d'Oneglia a pagare il prezzo? Come sicuro e immediato
effetto avremo una ciminiera in acciaio alta 22 metri con lo scarico
proprio di fronte ai primi piani delle ville, nonchè a poche decine di
metri, da Borgo d'Oneglia. Si tratta di immissioni nell'aria quali
anidride solforosa, biossido di azoto e monossido di carbonio seppur,
come sostengono i proprietari, a percentuali ridotte del 70 per cento.
Abbiamo allontanato la possibilità di avere in quella zona il centro
sociale, stiamo conducendo una battaglia per rimuovere l'amianto dai
tetti di alcuni capannoni della zona ed ora spunta la centrale. Siamo
pronti a schierarci contro con tutti i mezzi». «Francamente non capisco
questa protesta - ha dichiarato, raggiunto al telefono, Edmund Schmitz,
cittadino tedesco, rappresentante di BioLiguria Bajardo, già autrice di
un progetto di recupero non ancora completato (dal 2001) del paesino
dell'entroterra sanremese e ora anche della consorella Bio Energon con
sedi in via Tommaso Schiva a Oneglia e anche ad Andora - Non produrremo
rumore, immissioni pericolose, ma solo energia attraverso l'impiego di
prodotti assolutamente naturali. C'è qualcuno che ha messo in giro la
voce che si tratta di combustibile ricavato da oli esausti: niente
affatto. Solo colza e altri oli di semi. Siamo pronti a fornire tutte
le spiegazioni e le assicurazioni alla cittadinanza. Nei pressi di
Amburgo abbiamo già messo in funzione una centrale simile e funziona
con buona pace di tutti gli abitanti».
Ma che cosa è questa
centrale "a cogenerazione" che si vorrebbe realizzare ai confini tra
Barcheto (ex capannoni Gold, peraltro già affittati da BioEnergon) e
Borgo d'Oneglia? In buona sostanza: per produrre energia elettrica
anziché bruciare i derivati del petrolio o il carbone, i due motori da
625 Kw di potenza previsti, bruceranno oli vegetali h24, cioè giorno e
notte. L'energia realizzata dalla compustione risulta duplice: una
parte è elettrica e verrà venduta da BioEnergon all'Enel, l'altra è
termica (acqua calda) e verrà venduta agli abitanti. «Ho sostenuto
questa amministrazione comunale in campagna elettorale perchè convinto
della scelta turistico-commerciale prevalente negli interessi della
città - ha dichiarato Bonifazio - Se invece la scelta deve essere
diversa, industriale, rivolta allo sviluppo di imprese che creano
impatto ambientale, allora non ci sto. Non erano questi gli obiettivi».
Lo scontro sulla centrale sembra ormai cosa molto probabile.