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L'Aquila. Una situazione esplosiva.
2giugno 2009
Ricevo la lettera che segue, nella quale si parla della militarizzazione di l'Aquila e delle tendopoli.
Sono stato portato a cestinarla. I suoi contenuti sono molto pesanti e da verificare.
Leggetela con riserva.
Di sicuro, gli inviati che girano per le tendopoli ed intervistano i cittadini sono spariti.
Io mi aspetto dagli abruzzesi una scossa umana. Se cio' non avverrà, vorrà dire che andiamo bene cosi'.
Come mi disse una volta Marco Travaglio per telefono, "se Ventimiglia sprofonda devono essere i ventimigliesi a salvarla. Non ci si puo' appellare continuamente ad altri".
Comincio ad averne una stufa dell'inerzia del mio popolo.
Marco
Segue la lettera-denuncia
HO VISTO L´AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri
notte
Ho visto l´Aquila.
Un silenzio
spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine.
Cani randagi abbandonati al loro
destino.
Un militare a
fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off
limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli.
Ho mangiato
nell´unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla
protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la
mozzarella e i pomodori e gli affettati.
Siamo andatimentre in una
tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare" .
Eravamo io,
Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua
donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La
gente piangeva.
Avevo il microfono e mi hanno chiesto
come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di
Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando
recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da
fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino
di casa. Francesca, stanno malissimo.
Sono riusciti ad ottenere solo
ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle
tende all´improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE.
Gli
anziani stanno impazzendo.
Hanno vietato internet nelle tendopoli perché
dicono che non gli serve.
Gli hanno vietato persino di distribuire
volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano
scritto c'era la parola cazzeggio´.
A venti chilometri dall'Aquila il
tom tom è oscurato.
La città è completamente
militarizzata.
Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno
dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno
accoltellato uno.
Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città
sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni
roccia in previsione del G8.
Ti rendi conto di cosa succederà a questa
gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le
loro auto blindate?
Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli
bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado
sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare
un amico o un parente.
Non hanno niente, gli serve
tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno
anche solo di tute, di scarpe da ginnastica.
Per far fare la messa a
Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una
chiesa di legno da Cinecittà a L'Aquila.
Poi c'è il
tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono
imbottite di droga.
I militari hanno fatto entrare
qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto.
E´ come se avessero
voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a
stordirsi di qualunque cosa, l´importante è che all´esterno non trapeli
nulla.
Berlusconi si è presentato, GIURO, con il
banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l´ha
raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole.
Qua i media
dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le
cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche
anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro
pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere
prigioniera l´intera popolazione di una città, senza che al di fuori
possa trapelare niente".
Mi ha anche spiegato che la lotta più grande
per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti,
le case che non ci sono più, il lavoro che non c´è più, tutto
perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a
piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti
già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la
sera.
C´era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un
film di zombie.
E poi quest´umanità all´improvviso di
cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano
piangendo per essere andato lì.
Ci voglio tornare. Con quella luna
gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo
partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo
per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al
ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato,
mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c'erano
i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un
arrosticino a Michele, dicendogli Assaggi, assaggi´.
Michele gli ha
detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma
quello ha insistito finché
Michele non l´ha preso, e quello gli ha detto
sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve
sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per
te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.
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