Il mio Festival Lettere deliranti, lettere perse, bottiglie in un mare di sale che non porterà il messaggio ad alcuno......
Scrivo in questo mio diario di viaggio, nella speranza che qualcuno salga a bordo, si faccian quattro chiacchiere, un po' di strada assieme.
Ieri sera, alla fine di una giornata pesante, ho guardato per lo spazio di alcune canzoni il nostro Festival.
Come sanremasco di nascita, mi sento quasi comproprietario dell'evento.
Stanco
di questo martellante diversivo seriale degli stupri etnici, ho voluto
prepararmi al sonno con questo gioioso evento di spettacolo e cultura.
Gli antefatti:
dal
cilindro dei maghi del marketing di Viale Mazzini, quest'anno è uscita
un' operazione che non è scapppata agli occhi dei gonzi piu' tonici.
Povia finto omofobo, Grillini finto liberatore.
Il Festival si è prestato a fare da trampolino di lancio al Gay Pride e viceversa.
Agli abbonati un'operazione all'altezza dello slogan....di tutto, di piu'!
Se è vero che il cervello medio arretra, meglio andargli incontro con messaggi comprensibili, quindi rassicuranti.
Accendo l'elettrodomestico che costituisce il mio ombelico di riferimento sul mondo, ed inizio a sorbire.
Questo palco si è prestato, o l'ha subito e basta, questo gigantesco spot sulla libera sessualità.
Se mai ce ne fosse stato bisogno.
Su questo palco luccicante inchiodo lo sguardo, e vedo uno sgambettante Bonolis si guadagnava da vivere.
Prima nota che mi balza curiosa, la "omofonicità" delle visioni che sfilano in sequenza.
Un'uomo che urla l'amore perduto alla luna, in duetto con altro uomo.
Non capisci,se siano rimasti incollati alla stressa tela, coinquilini loro malgrado o , protagonisti esclusivi.
Topo e formaggio rotolanti nella stessa trappola.
La mano non se la tenevano, ma le occhiate, o ciccia...quanta tenerezza.
C'e la canzone del padre e del figlio cantata da Fausto Leali e Fabrizio Moro:
montata
su una ciclicità di volumi e di frasi che si prestavano al solito
format dei cuori strappati, o delle bottiglie mai bevute.
Poi arrivano gli sguardi sugosi tra Dolcenera e Syria.........il mio amore unico.
A
quel punto mi arrendo. Mi sono perso. Mi chiedo se tutta l'Italia stia
guardando lo stesso Festival, o se sono io ad essere vittima dei fari
che incrociavo al rientro.
Bonolis, tra una canzone e l'altra riempie gli spazi, anzi li satura.
Questo uomo ha troppo da dare, e credo che la dose giusta la dispenserà in età senile.
Il
meglio della sua carriera lo rogita in pubblicità. Ambito nel quale
qualcuno gli dosa evidentemente, anche le calate di palpebre.
Grottesco lui, ed il suo tentativo di dispensare pillole di erotismo a venti milioni di guardoni.
Non
infila le mani nel seno delle conigliette, ma la sua volgarità ripetuta
in una sequenza mitragliata di opere ed omissioni , va ben oltre.
La sua frase consegnata direttamente alla storia è quella proferita presentando il fondatore di Playboy:
"vive
nella sua villa americana circondato dalle sue quattro fidanzate" e
ancora, la sua villa rappresenta per gli adulti, quello che Walt Disney
rappresenta per i bambini"
Non entro in merito dei compensi del presentatore , come non sono entrato in quelli deI Commissari prefettizi.
In merito allo spettacolo, essendo quello che ne paga il conto, due parole vogli dirle.
In
questa galleria epica di battute infelici e di sessualità, omo o etero
che sia, svilita, la Luciana Lucia-si', è stata veramente la ciliegina
sulla torta.
Quando il borgataro proferisce per la terza volta ed al terzo soggetto
la frase "contenga la scarica ormonale" indicandola con l'indice dello
Zio Sam, la mia tristezza è all'apice.Comunque:
c'è da risollevare le sorti di una città uccisa dalla lottizzazione e dal cemento.
C'è da risollevare i bilanci del Casino' Emmental.
C'è da risollevare ,un'auditel dopato ed un pubblico spompato.
Insomma, c'è da risollevare e Luciana si presta.
Io , dopo la porno Walt Disney non ce l'ho fatta, e sono andato a dormire. Accarezzandomi all'idea di Pippo Baudo e X Factor.
Forse mi sono perso lo spogliarello di Calandrella o il bagno di Del
Noce con il Dottor Cavallone in un mare di panna nel quale cercar
perline.
Se
questi sono i messaggi che mandiamo attraverso il nostro spettacolo di
punta, e di punta si tratta davvero, siamo in linea con i risultati in
conseguimento.
La donna, anziche' madre e moglie, colonna di una famiglia su cui
reggono i fondamenti della nostra società, presentata come un prodotto.
Come una sogliola congelata nel bancone di un negozio.
A cosa porta un messaggio del genere, per chi in Albania o in Romania ci vede via satellite in attesa di arrivare a casa nostra?
Porta che una donna che rientra a casa la notte da sola, sarà preda di
chi non ha i soldi per comprarsi la sogliola per la cena.
Omo o etero:
la sessualità, la parte piu' gioiosa del vivere libero, mortificata e sporcata sotto ogni aspetto.
Ad un certo punto, Bonolis ha fatto la battuta piu' infelice indicando la moglie, come "coniglietta in casa" .
A testimonianza della loro sfrenata attività, ben tre figli. Carta canta, o giu' di li'.
lo sguardo che la Signora gli ha rivolto, impetosamente ripreso dalle telecamere, dice piu' di questa lettera.
Ieri,
nel corso di un lungo viaggio di lavoro, sono passato davanti agli
impianti industriali di Villastellone in provincia di Torino.
Tutti rigorosamenti chiusi, e con i cartelli vendesi/affittasi ai cancelli.
Migliaia
di persone che aspettano dalla nostra classe dirigente, la stessa che
decide i vertici Rai ed il livello di informazione e di spettacoli cui
siamo degni,la soluzione dei loro gravissimi problemi di soppravvivenza.
Questi sono nostri fratelli che non sbandierano la loro sessualità fattiva o presunta.
Gente seria che mi auguro, ieri sera avesse altro da fare.
Cari saluti Marco Ballestra
nb
Questa lettera non è stata pubblicata ne da Riviera24, ne da Sanremonesw.
Ne capisco i motivi, ed in parte li condivido anche.
Quello che vorrei sapere, e se il giudizio sull'evento che abbiamo tratto io e mia moglie sia condiviso o meno da un certo numero di persone.
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