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scritto da Angelo Amoretti e pubblicato sul blog ImperiaParla il 29 aprile 2010 ore 18:02
La casa in nero di Scajola
Il gip di Perugia ricostruisce il giro di assegni. Da Anemone a
Zampolini fino al ministro
Ora ci sono le carte: la casa di Claudio
Scajola è stata pagata con assegni circolari per 900 mila euro
provenienti dai conti di un architetto, Angelo Zampolini, che la Procura
di Perugia vuole arrestare per associazione a delinquere finalizzata al
riciclaggio. Secondo i pm Alessia Tavernesi e Sergio Sottani, i soldi
che Zampolini ha usato per comprare la casa del ministro Claudio Scajola
(non indagato) provengono dalle attività delittuose della "cricca". Il
gip ha negato l'arresto di Zampolini e di altre due persone, Claudio
Rinaldi, commissario per la ricostruzione post-terremoto a San Giuliano e
Commissario dei Mondiali di nuoto 2009, e Stefano Gazzani, il
commercialista di tutti i protagonisti dello scandalo dei Grandi eventi:
il costruttore Diego Anemone e i due dirigenti della Presidenza del
Consiglio Angelo Balducci e Claudio Rinaldi.
Secondo il gip Massimo Riccarelli, i
fatti sono accaduti a Roma e devono essere valutati dai magistrati
capitolini. I pm perugini hanno fatto ricorso ma a prescindere dal suo
esito, sin d'ora, si comprende che i fatti sono gravi. A partire da
quelli che riguardano Claudio Scajola. Con la solita aria tronfia il
ministro dello Sviluppo economico ieri aveva risposto così alla domanda
del cronista del Fatto sugli assegni circolari della cricca di Anemone
usati per comprare la sua casa al Colosseo nel 2004: "Sono assolutamente
amareggiato e disgustato che il segreto istruttorio finisca sui
giornali. Non voglio partecipare a questa bruttissima abitudine di fare
processi mediatici".
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