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Gianpiero Ricolfi e la cometa di Halley

21 febbraio 2010
Gianpiero interronpe l'ossessione dei nostri e pensieri e ci scrive queste parole

Ieri sera ho ascoltato il festival di Sanremo. Una cantante, Irene Grandi, ha cantato una canzone intitolata “ la cometa di Halley “, forse non una delle sue migliori canzoni ma ha dato lo spunto per parlare… della cometa di Halley intendo.
E’ una cometa che ci accompagna da molti anni, prima di noi è stata vista dai dinosauri e passava ogni settant’anni anche quando sulla terra non c’era traccia di vita… descritta nel Thalmud e poi,  probabilmente, quella che al suo passaggio nell’anno 12 fu citata dagli evangelisti… non è la sola cometa che viene a farci visita periodicamente, di certo è quella che.... si è avvicinata di più, fino a 0,03 unità astronomiche dalla terra nel medioevo, con una coda che attraversava presumibilmente tutto l’orizzonte, che è la più famosa e osservata e attorno alla quale sono fiorite storie, leggende e credenze che hanno accompagnato ( e accompagnano tutt’ora ) la storia dell’umanità.
A quelli come me è stato dato di vederla nel 1986, me la ricordo anche se non passò vicinissima, ma quello che mi lega personalmente a questa cometa è il fatto che il prossimo passaggio avverrà tra la primavera e l’estate del 2061 con il perielio nel mese di luglio.
Essendo nato nel 1951 mi si pone il problema di riuscire a vedere o no, un’altra volta, la cometa di Halley, se ci riuscissi avrei  appena compiuto 110 anni… come non farci un pensierino.
Comunque se la cosa non dovesse riuscire ho raccomandato a mia figlia di rivolgere un pensiero a suo padre, nell’anno 2061, anche perché non c’è altro modo per sopravvivere se non nel ricordo di chi si ama e di chi ti ha amato ( sapete come la penso ) e se questo ricordo è suggerito da qualcosa che appartiene, contemporaneamente, al bellissimo ordine della fenomenologia naturale e alla storia della civiltà sarebbe un ricordo particolarmente gradito del quale mi sentirei onorato. Volendo approfondire, la vita umana si è allungata talmente che i cicli della cometa di Halley potrebbero permettere ai figli di rivolgere un pensiero ai genitori di generazione in generazione in una specie di staffetta del pensiero laica che si estinguerà quando quello stesso pensiero avrà fatto si che ad ogni umano toccherà di poter vedere più volte Halley nel corso della propria esistenza.

E se ci penso bene, dalle tribù primitive che ne saranno state terrorizzate o affascinate, dalle religioni che vi hanno visto, addirittura, la freccia indicante la nascita del salvatore ( ma in questo caso i Magj avrebbero dovuto venire da occidente ) al medioevo che ne ricavava presagi di sventura, a contatore del nostro progresso e ispiratore dei nostri ricordi, Halley potrebbe essere un metro giusta di misura… non chiedetemi però per misurare cosa.