31 gennaio 2010 Ecco perché Scajola intende accelerare la pratica "depuratore".
(nella foto il Gatto & la Volpe vanno a vedere il loro albero degli zecchini d'oro che gli zecchini li fa davvero)
Ecco perché vi é la volontà di rivedere il progetto e lo stesso Ministro si é scomotato per apporre il sigillo. I suoi amici della Società Porto di Imperia S.p.a. non intendono pagare la discarica ed il trasporto della terra avanzata nel cantiere.
Con altri soldi pubblici si adeguerà la progettazione e la struttura.
La terra di Ballavita Caltagirone & Soci verra li' collocata dietro versamento di un pugno di fave.
La vista dagli appartamenti in corso di realizzazione (chiamateli per cortesia cabine nautiche) migliorerà.
Le plusvalenze, anche.
Nei titoli de Il Secolo XIX c'é tutto: Depuratore mimetizzato nel parco al più presto
31 gennaio 2010 | Loredana Grita La copertura dell'impianto con il materiale di risulta del cantiere del porto
«Imperia
è una città che ha un'ottima qualità della vita, penalizzata ogni anno,
nelle classifiche, dalla mancanza di un depuratore. L'inaugurazione di
questo nuovo impianto permetterà alla nostra città, forse l'unico
capoluogo di provincia ad essere sprovvisto di depuratore, a compiere
un balzo in avanti». E' il commento del ministro Claudio Scajola al
termine della visita guidata al costruendo depuratore che si è svolta
ieri mattina.
Una
visita che il ministro ha voluto e usato come pretesto per dare una
smossa ad amministratori comunali, progettisti, direttori dei lavori e
imprese che stanno realizzando il moderno impianto di depurazione che
non potrà decollare sino a metà 2011. «E' un progetto importante di
attuazione faticosissima, partito decenni di anni fa e che forse arriva
alla fine. C'è un aspetto positivo, se vogliamo guardare il mezzo
bicchiere pieno, che quando un'opera ci mette molto tempo, può
usufruire delle ultime innovazioni tecnologiche». Ma subito dopo
Scajola, alle spalle la tavole che illustrano l'impianto, ha detto che
bisogna accelerare i lavori che prevedono la copertura della
costruzione per mettere in opera tutto quello che serve per migliorare
il parco Urbano nel quale il depuratore è praticamente inserito.
«Il
parco urbano è molto bello e credo che vada valorizzato al più' presto
nascondendo l'impianto», ha ribadito Scajola che si è subito rivolto
all'assessore all'ambiente Giovanni Amoretti e a Paolo Calzia e Carlo
Conti, presidente ed amministratore della spa del porto. «Che la Porto
di Imperia scarichi qui la terra che dovrebbe portare in discarica: fa
prima a liberarsene, spende meno per il trasporto, e manda soldi nelle
casse del Comune che utilizza il materiale per coprire il depuratore.
Tutti risparmiano tempo, il comune risparmia soldi e la città ha un
parco urbano più bello e completo in tempi più rapidi». Il ministro ha
dunque suggerito come completare in tempi più brevi la copertura del
depuratore utilizzando il materiale di risulta del cantiere del porto.
Nel progetto è anche previsto un tunnel
per il transito dei camion che dovranno portare via i fanghi depurati.
Secondo il ministro però è un'opera non indispensabile. Per Scajola è
sufficiente un'ampia strada (sette metri) con pareti alte il necessario
e così si risparmia in cemento armato. Via il tunnel dal progetto
quindi e una copertura a cratere per il depuratore che non sarà
completamente nascosto, ma avrà il tetto libero perchè vi saranno
installati pannelli solari che permetteranno di ricavare il 40 per
cento dell'energia necessaria a suo funzionamento.
«Ma sono già
state fatte le palificazioni, ed abbiano già i prefabbricati necessari
per realizzare il tunnel!», hanno detto i rappresentanti delle ditte
costruttrici manifestando le difficoltà che deriverebbero dalla
modifica del progetto.
«Che cosa significa? Che siccome abbiamo
già speso dobbiamo spendere ancora di più quando potremmo risparmiare
almeno un milione e mezzo di euro che significano tre miliardi delle
vecchie lire?», ha insistito il ministro lasciando tutti di stucco. E
per spiegare meglio il concetto espresso, ha invitato sindaco,
assessore e amministratori della Porto di Imperia nel suo ufficio per
parlare delle modifiche studiarne la fattibilità e concordarle con le
ditte appaltatrici».