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Caso Mills, il contributo di Luciana Fullone27 febbraio 2010
Io, sul caso Mills, le dichiarazioni di questi giorni Berlusconi e di Scajola non ho neanche voglia di scrivere quanto di vomitare.
Per non parlare del completamento del teatrino con Bersani e D'Alema.
Sono vergognosi nella sostanza e nella forma.
Come puo' una nazione con tanti destini dentro, esssere in mano a personaggi del genere, me lo chiedo spesso.
Mi piacerebbe averli di fronte da Santoro e potermeli coccolare come meritano.
Marco
n.b.
Quell'imbecille di avvocato di Mills, anziché salire in macchina ed andarsi a godere i frutti dei neuroni d'altri, ha rilasciato pure una grottesca intervista televisiva.
La lettera di Luciana
Forse non capiamo noi, forse siamo troppo accecati dall'accanimento contro
Berlusconi, forse abbiamo smarrito ogni forma di garantismo, ma
la sentenza con cui le sezioni unite penali della Cassazione si sono espresse
sul caso Mills, non giustifica proprio l'ottimismo e il senso
di rivincita che provengono dalle file del centrodestra. Il reato di corruzione
susseguente in atti giudiziari è stato infatti confermato dagli
"ermellini", soltanto si è stabilito che su di esso è intervenuta la
prescrizione.
Una chiara spiegazione la dà Luigi De Magistris ex
magistrato:
"Tradotto in termini semplici: l'avvocato inglese
David Mills è stato riconosciuto colpevole di aver testimoniato il falso nel
processo All Iberian e Guardia di Finanza allo scopo di favorire l'imputato
Silvio Berlusconi e di aver incassato per quell'azione 600mila dollari.
Ma il fatto si sarebbe verificato nel novembre 1999 e per tanto sarebbe
prescritto, anche a causa della lunghezza dei tempi con cui è stato condotto il
procedimento giudiziario.
Secondo i berluscones, dunque, quale....
schiaffo
avrebbe inferto questa sentenza della Cassazione? Quale accanimento
giudiziario sarebbe finito? Quale protervia da parte dei giudici
milanesi, che si occupano ancora di Berlusconi, è stata sconfessata? Si fa
difficoltà a comprendere forse perché viviamo in un Paese contro-senso, dove è
ormai considerato "normale" che un presidente del Consiglio abbia subito 16
processi, di cui quattro ancora in corso: istigazione alla corruzione di
senatori, fondi neri per diritti tv
Mediaset, appropriazione indebita nell'affare
Mediatrade e, infine, proprio quello per aver corrotto Mills.
Quest'ultimo è nato dallo stralcio della posizione del premier rispetto a quella
del legale inglese (i due imputati prima condividevano il medesimo processo) in
seguito al Lodo Alfano. Uno scudo che ha consentito oltre allo
stralcio anche il congelamento giudiziario di MrB, ma che è
stato bocciato lo scorso ottobre dalla Corte Costituzionale (perchè contrario
alla Carta), di fatto facendo crollare il fragile castello di immunità costruito
su misura di Berlusconi. Lo stesso castello che in passato gli ha consentito di
azzerare i debiti contratti con la morale pubblica e la legge e che assumeva le
forme di norme ad hoc come il ritocco della prescrizione (abbreviata) e del
falso in bilancio (non più reato). Quindi si riparte, il processo davanti alla X
sezione del tribunale di Milano per Berlusconi è ancora in
piedi.
La prescrizione scatterà tra 11 mesi. Certo,
appare difficile che il procedimento si possa svolgere in tutte e tre i gradi di
giudizio senza cadere sotto la tagliola del tempo. Soprattutto sapendo che la
macchina degli afficionados berlusconiani, avvocato Ghedini in
testa, non solo ha già scaldato i motori, ma è lanciatissima verso il
traguardo. Quello di portare a casa una serie di norme capaci di proteggere
dalle sentenze il Capo dei capi. Dicono niente il lodo Alfano in salsa
costituzionale e il legittimo impedimento?
Mentre si
costruisce la sua salvezza dalla legge, la legge e la democrazia nel Paese sono
sospese. Senza il minimo senso di pudore etico, quello che porterebbe a
dimettersi dalla carica di premier colui che è implicitamente riconosciuto,
anche dalla sentenza di oggi, come il mandante di un corrotto,
cioè l'avvocato Mills, il deus ex machina dei conti off shore della Fininvest
(l' "oscuro" Gruppo B su cui la magistratura si è a lungo concentrata), istigato
a dichiarare il falso per 600mila dollari a vantaggio dell' unto del Signore
(come si autodefinì).
Prescritto, ma colpevole.
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