Caccia: storie di ordinaria diversione.
30 gennaio 2010
In Italia và a caccia l'1,7 della popolazione. Il 98,3 no.
Cio' nonostante, escono ciclicamente delle leggi a fovore di questa attività che sottopongono la nostra nazione a continue procedure d'infrazione da parte dell'U.E.
All'ultima "sparata" del sentore Franco Orsi rispondono furiose le associazioni ambientaliste ed il Ministro Prestigiacomo.
La vicenda ne impegna molti e sono convinto che si tratti di un un diversivo per distrarci da altre attualità ben piu' gravi (penso che Orsi e la Prestigiacomo recitino la loro misera particina).
Una su tutte, l'avanzata delle nuove centrali atomiche che mai entreranno in funzione.
Sulla cui sicurezza garantisce un tale Ministro Scajola che il tren'anni non é riuscito a portare a termine il depuratore di casa sua.
Lo stesso arrogante che non riesce a mettere in sicurezza le scorie radioattive sparpagliate in giro per l'Italia da decenni.
Questo é il comunicato.
"Ciò che è accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei
confronti
dell'Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto della
natura e
dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la caccia
e i
fucili vengono prima di tutto".
E' la dichiarazione a
caldo delle associazioni all'approvazione
dell'articolo 38 della legge
Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i
limiti della stagione
venatoria attualmente contenuti tra il 1° settembre e
il 31
gennaio.
"E' stato ignorato il parere negativo del Ministero
dell'Ambiente, che
specificava come l'articolo peggiorava anziché risolvere
la situazione di
infrazione in cui l'Italia si trova sul tema caccia. E'
stato ignorato il
parere negativo dell'ISPRA, l'autorità scientifica
nazionale che si occupa
della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati
i pareri negativi dati
dalle Commissioni competenti della Camera e dello
stesso Governo, a partire
dal ministro Ronchi, che aveva già bocciato un
identico emendamento nel
recente passato. E tutto questo per assecondare una
minoranza di cacciatori
non ancora contenti di poter cacciare cinque mesi
all'anno, per giunta
facendo ingresso nei terreni privati.
"Il
risultato è che con questo............
emendamento, qualora dovesse essere
confermato
dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi
delicatissimi di
febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e
l'aggravarsi del disturbo
e dei rischi arrecati alle persone.
"Per non parlare degli altri
aspetti, solo apparentemente marginali,
comportati da questa pessima norma:
il carattere giuridico dato alla guida
europea sulla caccia (con il
rischio-certezza di un vero e proprio corto
circuito tra norma e
interpretazione e il caos giuridico che ne conseguirà)
o l'assenza di
qualsivoglia intervento sul grave problema delle deroghe di
caccia alle
specie protette.
"Insomma una situazione disastrosa e
imbarazzante, resa persino beffarda
dall'approvazione di un subemendamento
presentato come "soluzione" ma che
non cambia di una virgola la sostanza e la
gravità della norma approvata e
sul quale, a leggere le ultimissime agenzie,
persino il ministro
Prestigiacomo dichiara di aver subito un
raggiro.
"Ora si dovrà spiegare il perché di questa incredibile
scelta a quel 90% di
italiani che respingono ogni idea di allungamento della
stagione venatoria.
E dovranno farlo in prima istanza il ministro Ronchi, che
si è assunto la
responsabilità di una scelta così clamorosamente sbagliata, e
il Presidente
Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini,
professionisti,
ambientalisti, animalisti hanno oggi chiesto invano un
intervento
risolutore.
"Ma una cosa è certa. La battaglia alla
Camera, per cui comincia da subito
la mobilitazione, sarà epocale".
28
gennaio 2010
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