19 giugno 2010 Da Il Secolo XIX online Con questa frase tempo fa il sindaco di Bordighera Giovanni Bosio taglio' corto.
L'opposizione di Bordighera, a differenza di quella ventimigliese da operetta, chiede conto al sindaco a riguardo ai legami oscuri che legano lui ed i suoi "consiglieri di frontiera" Sferazza e Fonti al clan dei Pellegrino.
Bosio dovrebbe, a mio avviso, fare un passo indietro
Marco
«Chi si ritiene in questa maggioranza di essere persona
corretta e trasparente è non è colluso con la malavita abbia uno scatto
di orgoglio e si dimetta».
Le parole di Sergio Giribaldi del Pd scuotono la conferenza
stampa indetta ieri mattina al Palazzo del Parco di Bordighera da tutta
la minoranza consiliare (assente solo Franco Biamonti della Nuova Dc).
Conferenza stampa indetta per presentare la mozione di sfiducia nei
confronti di sindaco e maggioranza.
«La gente ha paura di parlare - commenta Giribaldi - il
sindaco Giovanni Bosio disse non molto tempo fa che Bordighera non era
la Locride. Ha mentito sapendo di farlo e prendendo in giro le persone
perbene. Quando si verificò l'alluvione del 2006 i camion del gruppo
Pellegrino erano ovunque. Solo un anno dopo ecco di nuovo i sussurri e
grida che davano alcuni assessori e sindaco compreso nel libro voti
dello stesso gruppo. E di recente alle ultime provinciali personaggi
inquietanti facevano campagna elettorale al sindaco ed al presidente
uscente Gianni Giuliano. Personaggi che hanno anche minacciato noi».
Il suo j'accuse raccoglie l'adesione di Marco Farotto di
Unione cittadina: «Sono amareggiato e indignato per quanto accade. Si
sono verificati da tempo gravi episodi di
cronaca e il sindaco ha negato
il problema. Com'è possibile che non si sia mai sospettato il pericolo
sociale? Il problema esiste, il sindaco ha minimizzato e continua negare
la realtà. Da questa situazione la città ha avuto un danno di immagine
irreparabile. La giunta dovrebbe chiedere scusa e andarsene a casa.
Negli ultimi sette mesi sono stati convocati solo due consigli comunali
ed uno era obbligatorio perché riguardava il bilancio. Le commissioni
vengono convocate un giorno prima del consiglio con un nutrito elenco di
pratiche».
Non certo meno morbido Corrado Ramella di Sinistra, ecologia e
libertà. «Quelli emersi in questi giorni sono fatti molto gravi e c'è
una responsabilità diretta del sindaco nel voler negare l'evidenza. Lo
ha fatto anche quando avevamo presentato interpellanze per chiedere di
spiegarci gli episodi malavitosi avvenuti in città. Ora tutti prendono
le distanze, si accusano reciprocamente, ma la giunta è colpevole di non
aver tenuto in considerazione queste vicende. Esponenti della
maggioranza ritrattano oggi il voto di scambio che invece è emerso dalle
dichiarazioni degli stessi rese a carabinieri e Procura. Ci sono troppe
contiguità anomale che non fanno parte di un comportamento corretto di
un amministratore pubblico. Occorre maggiore trasparenza nelle
comunicazioni del sindaco verso il consiglio comunale. Che lascino il
Comune».
Stesso discorso anche per Pier Paolo Guglielmi di Città
insieme. «La maggioranza deve prendere atto che questa esperienza è
giunta al capolinea tanto da oggi in poi non sarà facile per lei
governare perché daremo battaglia su tutto. Invitiamo i cittadini ad
intervenire numerosi al prossimo consiglio comunale. Chiediamo una sorta
di riscatto morale ad ognuno dei rappresentanti di maggioranza».
«Questi
amministratori si sono sempre posti in modo critico - puntualizza
Ulderico Verrando di Unione cittadina - La maggioranza ha portato avanti
pratiche viziate tant'è che spesso siamo usciti dal consiglio per
protesta. Il loro modo di amministrare non è a vantaggio di Bordighera e
questo ha determinato il deterioramento dell'immagine cittadina.
Viviamo di turismo ma dopo questo la gente non verrà più. La pubblicità
negativa non l'hanno fatta i giornali ma chi ha la faccia di dire in
consiglio comunale rispondendo alle nostre interpellanze, basate sulla
manutenzione cittadina, che siamo noi dell'opposizione a svilire la
città».
Il presidente del consiglio Giannina Borelli ribatte:
«Nessun problema a convocare un consiglio comunale in tempi ristretti.
La maggioranza, del resto, aveva già accennato la possibilità di
convocare un'assise il 28 e 29 giugno». E prosegue: «Sono consapevole
del disorientamento provocato dal susseguirsi di notizie e dichiarazioni
apparse, e voglio rassicurare la cittadinanza sull'operato
dell'amministrazione. Le tematiche saranno affrontate con la massima
trasparenza nel prossimo consiglio comunale».
Infine da segnalare
che le dichiarazioni che ieri sono state attribuite erroneamente al
coordinatore provinciale del Pdl Massimiliano Ambesi nella questione
dimissioni di Federico Bertaina, sono invece state rilasciate dal
coordinatore dello stesso comitato Marco Sferrazza. Ce ne scusiamo con i
diretti interessati.