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A L'Aquila la repressione continua. 30 giugno 2009
Ricevo questa lettera che pubblico integralmente
In vista della manifestazione del 27 che partirà di fronte Piazza d'Armi
(il campo più grande e più controllato) avevamo provato a scalfire
l'oscurantismo e l'isolamento che regna attorno alla vita delle mille e più
persone che vivono all'interno del campo.

(nella foto, pecore sul tratturo.Le pecore impossibilitate ad uscire al pascolo nei giorni del G 8? Mi sembra uno scherzo)
Annalisa, una ragazza che vive nel
campo, aveva richiesto di poter fare un'assemblea giovedì pomeriggio. Dopo mille
ostacoli e rifiuti, il capo campo aveva dovuto acconsentire a "concederle" di
tenere l'assemblea ,a patto che entrassero solo cinque o sei persone dei
comitati cittadini per i quali avrebbe dovuto.........
garantire lei. Oggi Annalisa,
mentre distribuiva i volantini che invitavano le persone a prendere parte
all'assemblea, è stata fermata dal capocampo che si è rimangiato tutto e le ha
negato la possibilità di fare l'assemblea.
"Serve l'autorizzazione del COM" (i
nuovi nuclei amministrativi di una citta commissariata in cui le istituzioni
locali non contano più nulla) le ha detto. Il Com ovviamente l'ha rimpallata al
DICOMAC (il comando centrale, la CASERMA dove risiede il sovrano Bertolaso e
dove si terrà il G8), il DICOMAC le ha detto che l'assemblea non si può
fare.
Questa è una mattinata normale per chi a l'Aquila si batte per ricreare
un minimo spazio di democrazia e di discussione.
A Piazza d'Armi già ci era
stato impedito più volte di entrare a parlare con i nostri concittadini, di
svolgere attività di sostegno per la popolazione, tipo la giornata di sport del
2 giugno, o perfino di dare volantini e megafonare all'uscita del campo. Proprio
ieri Bertolaso, nel suo primo incontro con i comitati (da notare che il primo
momento di confronto avviene mentre a Roma si approva il decreto), aveva
garantito che le assemblee si potevano tenere senza problemi; "però dovete dire
la verità" aveva detto.
La verità continuaiamo a dirla:
A L'AQUILA CHIUNQUE PROVI A CONTESTARE L'AUTORITA' DELLA PROTEZIONE CIVILE
E DEL GOVERNO VIENE OSTACOLATO, SCHEDATO E OSCURATO CON OGNI MEZZO. I CAMPI SONO
I NOSTRI QUARTIERI, LE TENDE LE NOSTRE CASE, E' ORA DI RIPRENDERCELI E DI
RIPRENDERCI LA NOSTRA CITTA'.
Questa è la mail che vorrei inoltraste numerosi alla redazione del giornale
Il Centro Abruzzo
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Spettabile Redazione,
mi unisco ai Cittadini Aquilani nell'esprimere la mia indignazione nei
confronti del vostro quotidiano che ha definito la manifestazione tenutasi a
L'Aquila il giorno 27 giugno un evento dei No Global ,distorcendo così, e
travisando, le istanze aquilane. In tal modo si favorisce la volontà di
indebolire una rete sempre più ampia di cittadine e cittadini che , prescindendo
dai colori politici e dalle diverse estrazioni sociali, chiede a gran voce il
100% della ricostruzione, della partecipazione e della trasparenza nella
gestione di fondi e appalti. Che, in sostanza, chiede e reclama diritti
fondamentali. Sono qui a chiedere di riportare correttamente le informazioni,
senza travisamenti dettati dall'alto, e di perseguire sempre la verità che
dovrebbe essere la base di ogni giornale degno di tale nome.
Cordiali saluti.
Firma
Vi lascio con una notiziola che vi strapperà, spero, un sorriso. Anche se
amaro.
In clima di ulteriori restrizioni e divieti, in vista del G8, il transito
sulle strade sarà interdetto anche ai numerosi greggi che popolano la nostra
zona. Ovvio che le pecore non potranno essere munite di debito "budge", il pass
pedonale, ché le automobili ce le possiamo scordare in quei giorni, che verrà
conferito solo a pochi eletti
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