Oggi, 3 dicembre 2012 decido di depubblicare lo storico di questo sito e di scusarmi con le persone che , pur non volendo, ho diffamato durante questi quattro anni di attività di blogger. Una battuta da bar é un lampo tra due frizzantini. Un'infelice battuta da bar che viene pubblicata su di un sito e permane nel web costituisce certamente un'imperdonabile colpa. Me ne scuso Marco Ballestra
25 maggio 2013 Palermo: 21 milioni di euro spesi in tram che marciscono per l'assenza dei binari. Prossimo slogan del listone unico sinistro/destro:Attaccatevi al tram! Gabbato il neosanto Don Puglisi, di fronte a questa festa che per la nostra classe dirigente pare non termini mai. Chissà un Don Puglisi o un Don Gallo quanto bene potevano fare con una cifra simile.
Filippo Penati, Democratico ed ex capo della segreteria politica di Bersani, prescritto dalla concussione. Luigi Lusi, solo (d)emocratico ed ex tesoriere della Margherita, torna libero. Per qualcuno ha sottratto e per altri ha solamente "distratto" 24 milioni di euro. Caro Lusi, parafrasando De André, Lei é un uomo molto distratto. Guai se li chiamo ladri dei soldi miei, arriva un Magistrato Democratico e mi fa un culo come un cappello di prete. La Gabanelli, pochi giorni dopo essere stata osannata nelle quirinarie del M5S, finisce nel girone dei ficcanaso non graditi per aver messo in discussione la trasparenza dei conti di Grillo e Casaleggio. Grillo é stato l'ultimo uomo della Provvidenza al quale mi sono affidato.Ora aspetto con ansia il prossimo. E il Monte dei Paschi, e l'ILVA, ed il barone belga indagato per l'amianto De Cartier chemuore a 91 anni ed il suo socio che in breve comunica ai parenti delle vittime di andarsela a prendere nel......; e la Sanità calabrese, e quella pugliese,e la Protezione Civile di Bertolaso e soci, e le case che piovono dal cielo, ed aerei che pagheremo cinque volte e non riusciranno a volare mai, e l'UNIPOL,e la P2, e le stragi di Bologna, Ustica, Brescia,l'Italicus,i proiettili all'uranio sulla ex Jugoslavia, il saccheggio sistematico dei fondi per le ricostruzioni post terremoti di tutti i tempi e poi, e poi...... Tutti processati,mosche bianche quelli che pagano un qualcosa. Come scriveva Primo Levi, la democrazia la conservi se sei disposto ogni giorno a lottare per conservarla.Se ognuno prende il suo pezzo e scappa, finisce per essere un'altra cosa. L'Italia é una Repubblica Democratica con un Partito Democratico ed una Magistratura Democratica che ne costituiscono l'ossatura morale. Di fronte a tutto questo debordare di atti democratici che mi passano sotto il naso, penso di non meritarli. Assisto con grande imbarazzo, come un bradipo di fronte ad un tavolo da ping pong. Marco Ballestra
24 maggio 2013 Mentre Chistian Abbondanza puntava l'indice contro i Fotia ed il loro impero del movimento terra, gli stessi Fotia comperavano ripetutamente una pagina intera del nazionale de Il Secolo XIX per la loro Scavoter, schierando tutti i mezzi di cantiere in una memorabile foto. Quando Christian Abbondanza parlava della colonizzazione dell'economia legale del savonese da parte dei clan mafiosi, il Pubblico Ministero Alberto Landolfi negava la presenza della malavita organizzata in provincia di Savona (dove operava alle dipendenze dell'allora procuratore Dotto.Vincenzo Scolastico) e bollava chi ne parlava come di un delirante o soggetto in malafede. Ora i fatti danno ragione ad Abbondanza. Incredibilemente, presso il Palazzo di Giustiza di Torino vanno avanti i processi per diffamazione contro il sottoscritto ed Abbondanza messi in piedi dagli stessi Landolfi e Scolastico. Ma la cronaca di oggi non da ragione a chi negava la presenza mafiosa in Liguria e disperdeva preziose (e costose) energie verso priorità decisamente meno strategiche. La notizia, la notiziona, della confisca dei beni ad Antonio Fameli é passata quasi inosservata.Il Secolo XIX l'ha bucata e solo La Stampa l'ha anticipata nei giorni scorsi.In effetti, mi dicono che una confisca erà già stata avviata in passato, poi annullata nelle aule dei tribunali. E' lo stesso cane dalle tre teste che si applica con sensibilità diverse. ECCO IL RESOCONTO DI CHRISTIAN che non posso che dedicare al pibblico ministero Alberto Landolfi.Egli é una persona tenace che a volte non molla l'osso e lo trattiene con estrema tenacia.Pensate che per una condanna di primo grado a rifondergli 6.000 euro, non ha accettato una rateaizzazione mensile e mi manda all'asta l'appartamento dove vive mia madre ottantenne.La Giustizia la fanno gli uomini, ognuno la vede dalla sua prospettiva. Grande Alberto!!
Pubblico la foto del Dottor Landolfi con la nipote di Gheddafi alla Suerte di Andora, questa so che gli fa piacere che giri.Ha! Ha! Ha! Marco Ballestra
Andrea Gallo è morto. Non si è fermato sino all'ultimo, quando ormai il suo cuore non poteva più farcela. Sempre affannato nel correre da una parte all'altra, per essere presente ovunque vi fosse qualcuno che lo chiamava. Non sapeva dire di no. Non conosco alcun caso in cui lo si sia chiamato per un aiuto, anche rischioso, e lui non avesse aperto le porte della Comunità che ha costruito con i suoi "ragazzi". Se c'era necessità, lui c'era e quelle porte si aprivano sempre, di giorno come di notte.
Questo era Andrea Gallo. Con le sue idee, con le sue passini... anche con quell'abito che indossava, da prete, anche con quelle parole forti che ne hanno segnato consensi e dissensi. Era capace di far incontrare idee diverse, di far percepire che era possibile costruire cammini comuni tra diversi. Per questo era diventato un punto di riferimento per scovare, nel confronto, tratti comuni o, comunque, tenere saldi: rispetto e dignità. Era capace di far respirare il senso di "comunità". Ha avuto la caparbietà di chiamare al confronto, al ragionamento, quanto la pensavano come lui e quanti, alle sue idee, erano distanti... Ha saputo ridare una speranza di dignità e vita sociale a chi era posto ai margini. Ha saputo far crescere questa capacità nei suoi "ragazzi". Ha combattuto perché venissero riconosciuti i diritti di ogni persona, anche la più diversa. Ha "subito", così come ha "urlato", per garantire che quella Comunità potesse crescere. Le sue convinzioni, religiose e politiche, le esprimeva, anche con forza, in alcuni casi, certamente, anche fuori dalle righe, ma mai le anteponeva al dialogo, all'ascolto, alla riflessione ed anche alla critica. Riconosceva rispetto a chi aveva convinzioni diverse, cercando di capirne le ragioni. Aveva un "limite", se così lo si può chiamare, non tollerava gli intolleranti. E così, in ogni occasione necessaria, dove vi erano bisogni sociali rivendicati con troppa radicalità, lui si faceva "mediatore" perché quei bisogni reali trovassero risposta, e la strada della nonviolenza prevalesse. Non sempre ero in sintonia con quanto promuoveva nelle sue battaglie. Non sempre ho condiviso le scelte che ha compiuto. Ma è normale che sia così... e proprio per questo, mi sento di dire, che Andrea Gallo mancherà a Genova e non solo a Genova. Ora, non possiamo più chiamare il Gallo per risolvere un problema, per ragionare su quale strada sia giusto imboccare, per rivendicare quei diritti civili e sociali per cui lui, ovunque lo si chiamava, accorreva. Ora dobbiamo farcela da soli. Ora dobbiamo dimostrare, e vale per ciascuno che lo ha incontrato, di aver compreso davvero quel senso di "comunità" che lo animava e che ci permetteva di non sentirci e di non essere soli. .. E se davvero quel sentirsi comunità che ci ha trasmesso è entrato nel nostro personale patrimonio di vita, allora Andrea Gallo continuerà ad essere lungo le strade del nostro cammino.
24 maggio 2013 Christian Abbondanza torna sulla nostra realtà locale pieno di energia. Io al contrario sono sfinito dal punto di vista fisico e nervoso, a causa di una primavera contraria che rende difficilissima la gestione dei miei apiari.Cerco di contenere i danni da settimane con un lavoro durissimo che non conosce soste ed il maltempo ne azzera i risultati. Solo il caldo puo' venire in soccorso a me ed alle migliaia di famiglie del nord Italia che con l'allevamento delle api ci vivono. Marco
Questo é il post del quale ho ripreso il titolo Eccovi il passaggio finale dedicato a Donatella Albano: ....a breve dovrà essere costituita la Commissione parlamentare Antimafia. Ecco che anche da qui può arrivare un segnale a Bordighera, e con questa a tutto il ponente ed all'intera Liguria. Un segnale dalla politica che non vuole più chiudere gli occhi e, sapendosi assumere le proprie responsabilità ed il peso che queste comportano, punta sulla coerenza di chi ha dimostrato, da semplice consigliere comunale quel senso dello Stato che è nervo fondamentale per combattere le mafie e le collusioni. Ed allora non ci resta che invitare, auspicando che l'invito venga accolto, ad inserire nella Commissione Parlamentare Antimafia, la senatrice Donatella Albano. Un segnale alla comunità ed un segnale chiaro su “da che parte si sta”, in questa lotta. Un segnale che può diventare elemento concreto di contrasto alle mafie in questa Liguria che, piaccia o meno, la realtà ci dice essere terra di mafia, dove la colonizzazione ha prodotto pesanti infiltrazioni nella politica, nell'economia ed anche condizionamenti pesanti sulle Pubbliche Amministrazioni ed i settori di controllo, sin dentro alle Forze dell'Ordine e la Magistratura.
Mi ha precisato Mauro Merlenghi, nella foto, di non essere mai stato, come erroneamente ho scritto in un recente post, nel comitato istituito dall'ex amministrazione Scullino per verificare le emissioni della centrale a biomasse di Bevera, tutt'ora sotto sequestro a seguito di un provvedimento della Procura di Sanremo e della DDA ligure. Mi ha precisato che prima c'é stato Mario Fucile, poi sostituito da Angelo Ambesi. Mi scuso con Mauro Merlenghi che, ridendo, mi ha anticipato che (non) arrivero' cosi' a contabilizzare 22° processo. Marco Ballestra
23 maggio 2013 Dal libro Cuore&Pallottole Eccovi un passaggio del pizzino in bottiglia, anzi, della pergamena in damigiana.Una sorta di testamento spirituale da affidare alla storia, ,che i due ex potenti di Ventimiglia, ora indagati pesantemente dall'antimafia, affidano alla rete: .....il sindaco, instancabile, procedeva per la sua strada con un unico obiettivo: cambiare in meglio la città, e i risultati si vedevano. Il sindaco era sereno e tranquillo, non aveva nulla da temere, rispondeva a tutti gli attacchi che gli giungevano e che poteva prevedere. Già diceva il Potente ai suoi informatori, quelli che vede e prevede. State tranquilli, poi vedremo. E aggiunse, quello che il sindaco non vede perché non esiste non potrà affrontarlo e sarà sopraffatto. I cortigiani e commensali si chiesero subito: cosa può esserci che non si vede, perché non esiste, ma che ti può sopraffare? I fantasmi, gli zombi, gli ufo, boh, e pensarono, poi vedremo. Nel febbraio del 2012, il sindaco fu sciolto da qualcosa che non vedeva, perché non esisteva nella sua amministrazione, e il Potente si confermo il capo dei capi. Il sindaco amareggiato, deluso ma battagliero, forte della verità che lui ben conosceva, disse non è giusto, dimostrerò la verità......
nella foto, l'ex sindaco Scullino incassa i baci e gli abbracci dei calabresi che avevano (ed hanno) trasversalmente in mano la politica ventimigliese, dopo aver preso due schiaffi dal fruttivendolo ambulante Giuseppe Piccolo, al quale pochi giorni dopo qualcuno brucerà il furgone seminuovo. A partire da sinistra: l'allora vicesindaco Vincenzo Moio; l'allora capo dell'o-posizione PD Mimmo Di Leo; di schiena, mentre bacia l'allora Gaetano Scullino l' assessore alle politiche sociali ed istruzione Salvatore Spinella; l'allora city manager Marco Prestileo,
Quindi, in buona sostanza, la mafia, quella di cui Scullino e sodali non intendono scrivere il nome, é altrove.Cercate nella ricca famiglia imprenditoriale dei Carminati o dove caspita vi pare. Not in my garden! _Restituitemi l'onore che da noi é importante.Talmente importante che Onorevole volevo poterlo scrivere sul mio biglietto da visita_. La realtà é più articolata. Come diceva Falcone:seguite i soldi e troverete la mafia. La ndrangheta (detta anche Cosa Nuova o La Società) é sicuramente, tra le qualltro mafie italiane, e le altre sono Cosa Nostra, Camorra e Sacra Corona Unita, la dominante nel panorama del ponente ligure. E' lei che ha i voti capaci di fare la differenza, di decidere i risultati elettorali di diversi contesti. Gli imprenditori, oltre ad un certo pacchetto di voti, dispongono di denaro e posti di lavoro per accontentare picciotti e politici (e funzionari). Scullino negli anni passati forse ha preteso troppo dai Carminati, come da altri, e l'equilibrio s'é rotto. Arrivato ad avere in mano la città ha pensato bene di schiacciare la testa a chi aveva osato indispettire la sua Autorità , anche molti anni prima che questa "Autorità" da più parti gli fosse riconosciuta. Ha alzato le tariffe e tirato la corda, troppo. Come si dice a Torino: ha fatto la cacca fuori dal vasetto. Divenendo una croce per la stessa mafia calabro-ventimigliese che intendeva continuare a fare e riciclare soldi in un ambiente ovattato. Non poteva che finire cosi, ora fatevene una ragione e non continuate ad aggiungere pezze che son peggio del buco stesso. Ora aspettate la prossima azione dello Stato che ripulisce la città, ed abbiate fiducia nella sorte, la buonasorte. Al massimo vi troverete in cella con un tale Ballestra Marco, colpevole d'averVi descritto troppo bene e con troppo anticipo, e giocherete a belotta assieme. Buona giornata e buon teatrino, fino a quando gli eventi non Vi travolgeranno. Marco Ballestra
22 magggio 2013 A completare questo post la memorabile foto dell'ex sindaco col delfino morto che giace su di una spiaggia ventimigliese.Il delfino é quello senza cravatta, l'altro non sarà mai ombra di qualcuno.
Dal blog dell'ex sindaco di Ventimiglia Gaetano (Antonio)Scullino giunge questo notevolissimo contributo, uno studio a più teste della realtà etno-socio-economico-criminale della realtà mista ligure-orobica-calabrese che anima il ponente ligure. Il Potente, se dovessi sparare un nome, lo individuerei nella famiglia impreditoriale dei Carminati. Un'Anonymus da assemblare tra il geometre Andrea ed il giovane Sergio, l'A.D.della Energy Green (la famosa e fumosa centrale a biomasse ((umane)) di Bevera). Se avete altri nomi fatemelo sapere. Sarei curioso di sapere quante menti sopraffine si son spremute per produrre un documento del genere. Per me, che conosco abbastanza la locale avifauna padulesca, mancano diversi tasselli.Forse in seguito giungerà l'integrazione. Sicuramente questo post riscalderà le trippe di diversi lettori. Il racconto é interessante e non privo di notevoli rispondenze alla realtà, come appare al sottoscritto. Alcuni passaggi particolarmenti significativi li evidenzio in rosso. C'é anche un passaggio dedicato a questo sito, che cosi' abilmente collocato potrebbe farlo apparire nella comprensione dei più come allineato alla cosca multietnica che assalto' "il Principe delle determine" Dottor Marco Prestileo allora City Manager ed "il Re degli amministratori", il sindaco Scullino". Ottima la fiabesca raffigurazione del doppio schieramento calabrese, quello dei poveracci a servizio dei ricchi bergamaschi e quello dei nobili colletti grigi, ai quali addirittura (ricorda un passaggio) spararono nelle portiere. Purtroppo, a mio avviso, la linea di demarcazione dei fronti non é cosi' netta, e nessuno é in possesso del cartellino di qualcun altro.
Per esempio, Marciano' Vincenzo classe 48 attualmente detenuto in carcere, non aveva forse un discreto rapporto sia col sindaco che con chi nel post che segue pare vivesse solo per fargli lo scalpo? E poi, uno consigliere particolare ed attenzionato, oggi eroe e domani zerbino, come il medico Matteo Scriva, come lo collochiamo? Chi decise che il Dottor Matteo Scriva doveva esser presente nella Commissione comunale finalizzata al controllo delle emissioni prodotte dalla Centrale a biomasse di Bevera: Scullino o qualcun'altro'? E gli altri membri, se non ricordo male i consiglieri comunali Franco Paganelli del PD e Mario Fucile, poi sostituito da Ambesi, chi li decise? Qualcuno di loro, alla luce dei recenti eventi, ha forse la voglia di chiarirsi?
E poi, con i ripetuti attacchi portati (alla luce del sole ed infischiandomi dei potentati e delle loro eventuali matrici regionali) dal sottoscritto all'allora mussoliniana e granitica amministrazione Scullino, per non aver stoppato la Centrale a biomasse prima che i lavori partissero, come mai che il sindaco Scullino, che decideva personalmente anche il colore degli evidenziatori, non decise di far vedere a tutti che manteneva gli impegni assunti pubblicamente a tutela della salute pubblica, fermando questo crimine ambientale? Quali interessi hanno deciso il contrario? Chi ha preso" il pezzo" e come azzittirono Scullino e Prestileo? Si puo' sapere qualcosa di vero a riguardo, oppure i due potenti ex resteranno in silenzio, continuando a perseguirmi in tribunale a Sanremo per le fastidiose mie premonizioni? Il pool dell'ex sindaco puo' dare risposte a queste domande o si limiterà ad aggiungere altri procedimenti giudiziari da affidare all'ottimo avvocato Marco Mazzola? E lo stesso Mazzola, anche se dicono che il denaro non puzza mai, si porra qualche domanda?
Oggi non é un giorno qualsiasi, i media hanno dato ampio risalto allo stop parlamentare di ieri dell'emendamento firmato Compagna(ironia della sorte,malasorte) che prevedeva una forte riduzione di pena per il reato di concorso esterno ad associazione di tipo mafioso, peraltro difficilissimo da provare e sostenere nelle garantiste aule dei tribunali italiani, soprattutto quando si sale la piramide gerarchica della giustizia e delle mafie.
Buona lettura Marco Ballestra
Nuove inchieste a Ventimiglia .... noi vi raccontiamo una storiella: "C'era una volta un Potente che era abituato a fare tutto quello che voleva". Ci sono alcuni voci che girano per Ventimiglia che preannunciano clamorose inchieste sui "poteri economici forti" . Noi non diamo credito alle voci sentite al bar, aspettiamo gli sviluppi, come è giusto che sia nei confronti di tutti. Vi raccontiamo, però, una storiella, ma non date troppo peso ad essa. "C'era una volta un Potente che era abituato a fare nella sua Città tutto quello che voleva. Quando vi era da eleggere il sindaco della cittadina lui riuniva intorno a se i suoi amici e insieme decidevano chi sostenere. Offrivano al candidato ogni sostegno, organizzavano pranzi, telefonate di appoggio, facevano sapere che il Potente aveva scelto chi doveva fare il sindaco. Sia fatta la sua volontà, e il sindaco veniva eletto. Il Potente era un uomo così consapevole della sua indiscussa autorità che non doveva dimostrarlo quotidianamente, quindi il sindaco eletto svolgeva il suo ruolo liberamente, senza interferenze, ma solo sino a quando il Potente non faceva lui sapere, adesso basta, in questo caso si deve fare come dico io. E così sia, gli veniva subito risposto. Il Potente gestiva un'attività molto importante non solo per la città ma per tutta la provincia. Dava molti posti di lavoro e dava molto lavoro a tante imprese e persone. Con i suoi amici gestiva un mercato monopolistico dei prodotti da loro venduti, fissava i prezzi e decideva anche di non vendere più a coloro che non seguivano le sue indicazioni, mettendoli subito in difficoltà e facendo loro capire che non era possibile ribellarsi.
Il Potente era intelligente, capace e "democratico". Non si imponeva sulle cose di non suo interesse, non voleva necessariamente apparire, se non serviva. Ciascuno era libero di fare quello che voleva purché non in contrasto con i suoi interessi. Nei settori in cui interveniva direttamente divideva le soddisfazioni con i pochi amici che riuniva a corte e, poi, elargiva le briciole avanzate ai suo poveri commensali, che affamati di lavoro e nella loro ignoranza si dimostravano grati al Potente, facendo qualche lavoretto non troppo limpido per lui. (a che cosa si riferiscono e per quale motivo non hanno presentato un'esposto all'Autorità Giudiziaria? n.d.b.) Un giorno, prima delle elezioni del nuovo sindaco, il Potente riunì i suoi amici e disse il sindaco lo deva fare tizio, mica possiamo farlo fare a quel calabrese di caio. Alcuni gli dissero vero, però caio è nato qui, si da molto da fare, è ambizioso e vuole cambiare finalmente la città, e poi ha già dimostrato di avere tanti voti. Lui rispose, ho detto che lo deve fare tizio e poi vedremo. Il Potente organizzo pranzi, telefonò, fece sapere che tizio sarebbe stato un buon sindaco. Tizio non vinse, e allora il Potente disse, vabbè avremo caio come sindaco, fategli sapere che sono disposto a non fargli la guerra purché quando serve faccia quello che dico io. E aggiunse, poi vedremo.
Nel frattempo il Potente mentre distribuiva briciole ai tanti affamati che gli giravano intorno, quasi tutti di origini calabresi, dispenso anche alcuni incarichi per far capire al sindaco che il Potente era lui. Voi fate così e poi vedremo.
Nel contempo il sindaco inizio a lavorare molto e riuscì a far capire subito che la città poteva cambiare in meglio. Dovette però assumere delle decisioni non gradite al Potente che manifestò la sua contrarietà ma disse ai suoi amici, lasciatelo fare e poi vedremo. Il sindaco, tra le tante attività esercitate, finì anche per affidare alcuni servizi che prima erano riservati al Potente ai dipendenti comunali. Poi chiese che venissero controllate le entrate comunali, compreso quelle corrisposte dal Potente. Alcuni cittadini si lamentarono quindi dell'attività che il Potente svolgeva e il sindaco chiese maggiori controlli.
Il Potente era infuriato ma il sindaco godeva di un'ottima stima da parte dei cittadini, vinceva tutte le cause legali a dimostrazione che la sua attività amministrativa era corretta e legittima, e dimostrava disinteresse totale per tutto ciò che non fosse fatto nell'esclusivo interesse della città e dei cittadini.
Il Potente riunì i suoi amici. Disse, dobbiamo fare qualcosa perché anche voi siete in pericolo. Questo sindaco e questa società pubblica da lui costituita per risparmiare sugli appalti ci farà guadagnare di meno, e comunque come possiamo ammettere che a decidere sia un calabrese seppure nominato democraticamente dai cittadini? Il Potente poi chiamò i suoi commensali, quelli che lui considerava di fatto suoi schiavi, per di più anche calabresi, ma di cui aveva bisogno per i suoi lavoretti, e disse loro cosa dovevano fare e disse, poi vedremo.
Nei primi anni del suo mandato il sindaco mentre governava con soddisfazione la città, favorevolmente corrisposto dai cittadini, dovette affrontare l'incursione costante e con ogni mezzo di alcuni imprenditori della provincia, cortigiani del Potente, cause legali di ogni genere e tipo, assessori eletti con il sindaco che manifestavano apertamente il loro dissenso su questioni che toccava il Potente e i suoi amici, più volte l'invasione di camion e tir che bloccavano letteralmente la circolazione della città, il rifiuto di alcuni imprenditori a lavorare per l'amministrazione comunale o per la società pubblica che gestiva il patrimonio comunale perché altrimenti il Potente avrebbe tolto loro i rifornimenti, attacchi mediatici di ogni tipo e genere, attentati nei confronti della macchina del primo collaboratore del sindaco, la nascita di un blog che denigrava e calunniava costantemente il sindaco e i suoi collaboratori, esposti, denunce e aggressioni nei confronti del sindaco ...... nel frattempo il Potente diceva, e poi vediamo.
Quando qualcuno dei cortigiani chiedeva sommessamente al Potente se i controlli amministrativi richiesti dal sindaco su alcune attività ritenute pericolose, inquinanti o abusive avesse avuto effetto, il Potente rispondeva che loro forse non avevano idea dei suoi collegamenti, ad ogni livello, con politici, imprenditori e istituzioni. Se viene fatto un controllo a noi, io lo vengo a sapere qualche giorno prima, diceva il Potente e poi vedremo.
Il sindaco, instancabile, procedeva per la sua strada con un unico obiettivo: cambiare in meglio la città, e i risultati si vedevano. Il sindaco era sereno e tranquillo, non aveva nulla da temere, rispondeva a tutti gli attacchi che gli giungevano e che poteva prevedere. Già diceva il Potente ai suoi informatori, quelli che vede e prevede. State tranquilli, poi vedremo. E aggiunse, quello che il sindaco non vede perché non esiste non potrà affrontarlo e sarà sopraffatto. I cortigiani e commensali si chiesero subito: cosa può esserci che non si vede, perché non esiste, ma che ti può sopraffare? I fantasmi, gli zombi, gli ufo, boh, e pensarono, poi vedremo.
Nel febbraio del 2012, il sindaco fu sciolto da qualcosa che non vedeva, perché non esisteva nella sua amministrazione, e il Potente si confermo il capo dei capi.
Il sindaco amareggiato, deluso ma battagliero, forte della verità che lui ben conosceva, disse non è giusto, dimostrerò la verità. Alcuni pensarono, vedremo se in futuro le inchieste si dirigeranno verso altre direzioni, se l'ingiustizia subita si rivelerà per gradi ed apparirà alla fine come una formidabile leva, grazie alla quale si potrà scoperchiare un sistema politico-imprenditoriale- istituzionale da ripulire a fondo.
Mi auguro, disse il sindaco, che la verità venga fuori in tutta la sua dimensione e poi .... vedremo."
Come si direbbe in un romanzo: qualsiasi riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale e chi si sentisse chiamato in causa, pur non citato, faccia i conti con la sua coscienza.
22 maggio 2013 – Il guerriero impaurito
la foto è tratta dal film: star wars, il potere della forza
Questo articolo è stato pubblicato in Attualita' e Politica, Generale, La nostra Citta', Ventimiglia e dintorni il 22 maggio 2013.
21 maggio 2013 Buona sera sono la signora maria, ti ringrazio di come mi vedi, infatti mi sento la mia coscienza leggera come una foglia e finche' il buon dio mi permettera il soggiorno in terra faro' la foglia!!! Anna Maria Londri
20 maggio 2013 Ieri parlavo con una persona che conosce molto bene il Pianeta Giustizia Italia. Egli valuta attorno al 20% la percentuale di magistrati ed appartenenti alle forze di polizia che con il loro impegno costante ed assoluta serietà reggono un sistema che diversamente sarebbe da tempo nel caos assoluto, consegnandoci a derive violenti. Eccovi di seguito un titolo che sulle pagine dei giornali ciclicamente appare.E' il bene ed il male che lottano sotto gli occhi di tutti noi. Un folto gruppo lavora a contrasto di una criminalità liquida e ricchissima che compra o azzittisce quel che gli barra il cammino,; che si infiltra in ogni ambiente economico e sociale, impossessandosene. L'altra, meno numerosa ma determiante, che con un tratto di penna azzera un patrimonio comune, una faticosa risalita verso la luce. Per un magistrato che non appartiene a quel meritevole venti per cento che tira, é più conveniente scegliere la via meno irta. Agli inquirenti l'arduo compito di fornire una mole di prove tale da metterlo all'angolo e non lasciare spazio all'ignavia.
12 settembre 2012 Ndrangheta a Buccinasco: secondo la Cassazione, la mafia non esiste Per la Corte le parentele fra i capi delle cosche non bastano a dimostrare i legami mafiosi delle famiglie che comandano nell'hinterland milanese. Smontata la sentenza d'Appello, a novembre un nuovo processo LEGGI L'ARTICOLO
Anche per le vicende liguri di ponente, tra scioglimenti di amministrazioni pubbliche per condizionamenti mafiosi e ricandidabilità a sorpresa, la gente legge le locandine dei giornali e sbianca, di fronte ai continui ribaltamenti di fronte. Ha perso la bussola e lancia un occhio veloce alla cartina degli aggiornamenti senza riuscire a trovarsi, a far suo un pensiero che trovi riscontro in una percezione diffusa. Sono argomenti di dibattito nei quali é meglio non avventurarsi, ognuno resta al riparo sotto il proprio elmetto di carta. Marco
'Ndrangheta e impresa, a Milano "un sistema sofisticato e pericoloso" VAI ALL'ARTICOLO
20 maggio 2013 Si é recentemente aggiunto un ulteriore procedimento giudiziario presso il Palazzo di Giustizia di Torino, "Chez Jeancharls"*, su iniziativa dell'ottimo magistrato Alberto Landolfi*. La mia colpa? Quella non aver ottemperato a quanto disposto da un magistrato.Capiro' leggendo gli atti. Io affrontero' questo mio ennesimo percorso spinoso, che in attesa della pena finale costituisce supplizio, con serenità e fiducia nella Magistratura Italiana. Chi ha detto che il sistema giustizia assicura il sistema e non la giustizia era sicuramente ignorante o in malafede. Vuoi vedere che é stato Christian Abbondanza? Prima che la ndrangheta mi colpisca, ed in questi giorni lo leggo negli occhi di chi si ferma e mi fissa per strada o seduto nella sua auto mentre ci incrociamo a breve distanza ad un bivio, uno stuolo di magistrati ed avvocati mi intossica, mi indebolisce fino alla malattia. Buona giornata Marco Ballestra
nb Non pubblico in questa occasione un'immagine del Dottor Landolfi tra quelle tratte dal suo profilo facebook, perché so che non gli fa piacere e rispetto la sua volontà.
20 maggio 2013 Dopo l'ennesimo urlo di guerra*, si fa per dire, di Piero Grasso a riguardo dell'agenda rossa di Paolo Borsellino, il bello addormentato sobbalzasu di un servizio delle Iene sulle mazzette del videogioco a parlamentari in saldo. Tutte cose che chi é informato un minimo, evidentemente, conosce meglio della miglior Commissione Parlamentare che ci siamo potuti permettere. Come la signora Maria, una sorta di Pierino nella barzelletta del porto di Ospedaletti, che ha anticipato con quindici anni d'anticipo la sentenza del Consiglio di Stato (o di non so cos' altro) che decretava che le autorizzazioni son state illegittime e doppate, sin dalla prima ora. Qui' non basta l'essere colti mentre mangi la mela per essere posti fuori del paradiso.Qui' mangi le mele, la cassetta,l'albero,la cella frigo, il muletto, ed ancora ti periziano e scrutano, aggiungendo faldoni che nessuno leggerà, seppur svogliatamente. Ma tutti quelli che hanno indagato e quelli che aggiungevano uno sull'altro timbri e permessi apparentemente buoni su di un castello fasullo, hanno preso il pezzo da Mannini; son scemi; son burattini sotto ricatto? Se si ascoltava la signora Maria si sapeva tutto dal primo giorno.Ma la Maria é solo una foglia portata dal vento.Meno male che si sono limitati a diffamarla coi manifesti appesi ai muri ed a tentare di archiviare le indagini. Come ho detto ieri ad un uomo di Legge molto stimato, sorprendendolo, se la legge fosse stata da sempre applicata "uguale per tutti", non ci sarebbe stato alcun motivo di ribadirlo attraverso una scritta sul muro. Applicare le leggi in egual misura a tutti,........" l'atto sovversivo"
*alla luce delle recenti immagini (foto e video) pubblicate dal signor Mario e Giuseppe di Palermo, Piero Grasso incitava ad indagare, ad aprire il 33° fascicolo. Ma seppur con calma, coi tempi di Ustica, si saprà un giorno chi l'ha presa, questa presa in giro d'agenda? Comunque, e questa é storia, tutte le agende dei magistrati morti ammazzati della storia repubblicana son sparite a sangue che ancora colava sull'asfalto. Quelli buoni in sevizio c'erano tutti; son stati presenti dalla prima detonazione all'ultimo timbro di queste istituzionali storie criminali. Ma Piero Grasso che non sei altro, devono arrivare le Iene o Giuseppe e Maria per metterci sul tavolo qualcosa che abbia un senso? Ma tu, nel lento scorrere delle vicende palermitane, dov'eri, forse a Springfield ad imbustare insalata? Sei affidabile e funzionale, la tua collocazione rassicura anche me. Buoni fatti Vostri Marco Ballestra
18 maggio 2013 Queste pause forzate,le notizie che ci raggiungono nelle nostre case... la canzone del giorno, non puo' essere che malinconica. Resistiamo ancora qualche giorno ed il sole ci riscalderà. Ieri nel pomeriggio il sole ha liberato le mie api che nervosamente aspettavano una sull'altra. Si son messe a volare come impazzite. Inutilmente, perché i fiori dopo la pioggia non contengono ne polline ne nettare. Il volo delle api in questi brevi momenti di luce intensa ti trasmette comunque una straordinaria voglia di vivere. In natura non ci si suicida, si lotta fino all'ultimo respiro. Marco Marco
16 maggio 2013 Ante "Ma come ti tratta la Giustizia,che continua a processarti e condannarti, tu che hai denunciato con grande anticipo e precisione eventi in seguito puntualmente accaduti?" Questo me l'ha detto uno. Uno Nessuno Centomila: mettetemi pure nel mucchio, possibilmente non in quello di B.
Fatto Due giorni fa son stato contattato dai carabinieri di Ventimiglia, mi devono notificare un qualcosa che probabilmente non é una vincita alla lotteria. Ringrazio coloro che con le loro denunce hanno contribuito a dare un senso alla mia vuota esistenza. In queste settimane ho ricevuto due donazioni. Una di P.R. di dieci euro ed una di F.P di cento euro.Purtroppo il piatto piange e con i miei legali sono in Rosso fisso. Mi auguro che il tempo sia propizio alla produzione di miele, io le mie api le ho accudite nel migliore dei modi. Rngrazio tutti e saluto mia madre: CIAO MAMMA!!! , la prossima volta concentratevi meglio Marco
16 maggio 2013 Un breve articolo di Lorenza Rapini su La Stampa online. Bella l'immagine del funzionamento a singhiozzo di questa sventurata centrale che intendeva bruciare biomasse di cui, tra l'altro, non disponiamo, in quel di Bevera. Il fondatore della Cava Bergamasca dei Fratelli Carmianti, Francesco, ha sempre manifestato la propria contrarietà a questa iniziativa industriale che avrebbe costituito un ulteriore peggioramento delle condizioni ambientali del comprensorio. A suo dire, la gente di Bevera sopportava già abbastanza disagi a causa dell'attività estrattiva. Onore alla sua Memoria. Purtroppo, a causa dell'età avanzata, il vecchio leone dovette subire questa avventata iniziava. Marco Ballestra
15 maggio 2013 Ricordo quando circa due anni fa il Sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato ci accolse nel suo ufficio per iniziativa di Christian Abbondanza de la Casa della Legalità e della Cultura,assieme ad Anna Stramigioli di Rete Rifiuti Zero, Patrizia Gentilinioncologa oggi in pensione, cofondatrice di Medici per l'Ambiente e la Salute, Marco Piombo allora presidente per la Liguria del WWF. C'eravamo proposti a strettissimo giro di visitare assieme il Centro Riciclo di Vedelato in provincia di Treviso, punto d'arrivo e partenza per una nuova vita per i rifiuti raccolti in un ampio comprensorio. Il mio entusiasmo riversato su queste pagine venne spento da qualcuno che purtroppo la vedeva più lunga di me: "non andrete da nessuna parte" Infatti non se ne fece nulla, e proprio per gli impegni debordanti del sindaco. Un'altra occasione persa per la nostra comunità.Il problema-risorsa dei rifiuti gestito sempre con la politica del coltello alla gola dei cittadini e di coloro che se lo trovano maledettamente piazzato nel proprio giardino, con il ricatto del "non c'é più tempo". Nel filmato l'ottimo Assessore provinciale all'Ambiente Giovanni Ballestra assieme all'ottimo Dirigente provinciale del Settore AmbienteIngegner Enrico Laurettti, a capo della Segreteria A.T.O. Rifiuti, che come triploturnista si trova quotidianamente costretto a dover rapportarsi con se stesso, a volte panni del Dirigente della Difesa del Territorio altre in quello di Dirigente del Settore Urbanistica. Enrico Lauretti:Uno e Trino. CONOSCERE , SPERIMENTARE, ESSERE; Padre, Figlio e Spirito Santo Amen Marco Ballestra
7 maggio 2013 OGGETTO: VINCITA del Concorso indetto dai Maestri del Lavoro del Consolato di Imperia da parte dell'alunna Alvaro Federica iscritta alla classe terza A della scuola media di Roverino facente parte dell'Istituto Comprensivo n. 2 "Cavour"( fraz. di Roverino) di Ventimiglia diretto dalla Dirigente dott.ssa Antonella COSTANZA.
Anche quest'anno i Maestri del lavoro (M.d.L.) del Consolato di Imperia hanno continuato gli incontri con i giovani studenti delle classi terze medie di alcuni Istituti della provincia. Uno degli obiettivi dei M.d.L. è quello di adempiere al dettame del loro Statuto che li vuole impegnati a trasmettere ai giovani l'esperienza esterna al servizio della scuola; ciò è avvenuto attraverso incontri previsti nell'ambito della loro formazione finalizzati a far comprendere il valore dell'apprendimento scolastico. Nell'ambito di questi incontri si sono instaurati rapporti semplici ed amichevoli che hanno permesso di rendere facile e naturale la relazione con i ragazzi, nonostante la distanza generazionale. Il tema principale che è stato trattato è stato quello di raccontare alle giovani leve che l'istruzione costituisce la chiave di accesso per entrare nel mondo del lavoro e che lasciare incompiuto un ciclo scolastico è come rinunciare ad un bene la cui mancanza non tarderà a farsi sentire. I M.d.L. hanno pertanto impostato il seguente programma: la dispersione scolastica dopo la terza media – conseguenze sul prosieguo della vita del giovane, il ruolo della scuola, anticamera della vita lavorativa, la cultura del lavoro. Il tema dell'elaborato proposto agli alunni delle classi terze e vinto dall'alunna Federico Alvaro della classe terza sez. A del plesso di Roverino è stato: "Esponete le vostre aspirazioni per un domani più sereno sia nel campo lavorativo che sociale". La premiazione si è tenuta a Genova mercoledì 17 aprile presso la sala Porto Antico via Magazzini generale. Gli studenti della Liguria partecipanti al Concorso regionale sono stati oltre 200 e i premiati solamente 9 La Dirigente scolastica dott.ssa Antonella COSTANZA ringrazia i Maestri del Lavoro e la prof.ssa Rosa Martini che con tanto entusiasmo si è adoperata a far svolgere il componimento ai giovani studenti e si complimenta con Federica per l'ottimo risultato che ha raggiunto. Si ringrazia e si inviano i più distinti saluti. IL DIRIGENTE SCOLASTICO (dott.ssa Antonella COSTANZA)